Multicoolty ha incontrato John Paul della Rosa, uno dei 3 ideatori e fondatori di APP-DHD. John Paul nato in America da mamma italiana e padre americano; non solo ci ha raccontato la sua esperienza di expat ma – soprattutto – ci ha aiutato a capire di piu’ su questo nobile progetto. Ci ha spiegato come e’ nato, quali passioni hanno spinto lui e i suoi amici a renderlo unico e, senza fare troppa fatica, ci ha convinto a contribuire con una donazione. Noi speriamo che i nostri followers facciano lo stesso e che ci aiutino a far conoscere APP-DHD a quante piu’ persone e’ possibile.

John Paul come e’ nata l’idea del vostro progetto?

L’idea per APP-DHD nasce sia dai nostri percorsi professionali sia dal dialogo con i genitori, gli insegnanti e gli specialisti che si occupano della gestione dei bambini con difficoltà dello sviluppo. La situazione su cui interveniamo è molto particolare: per farti un’idea pensa che in Italia tra quando un insegnante a scuola nota un comportamento anomalo del bambino (ad esempio nota che il bambino fa fatica a mantenere la concentrazione oppure non riesce proprio a stare fermo al banco) e quando questo bambino arriva a fare la prima visita con uno specialista può arrivare a passare fino ad un anno di tempo, od anche di più!

Ora prova a pensare a cosa vuol dire per un genitore stare un anno intero sapendo che il proprio figlio ha una difficoltà e non sapere esattamente cosa è esattamente questa difficoltà e, soprattutto, cosa deve fare e cosa non deve fare per fare il bene del bambino. In questi casi generalmente il genitore cerca un punto di riferimento nell’insegnante che a sua volta però spesso non ha la formazione professionale per dare dei punti di riferimento al genitore, perché appunto è un insegnante e non uno psicologo o psichiatra evolutivo. Inoltre ogni insegnante ha moltissimi bambini in carico ogni anno perciò non ha materierlmente le risorse (il tempo) per dare ad ogni genitore l’attenzione e le certezze che ha bisogno di avere.

Genitori ed insegnanti perciò si appoggiano allo specialista per avere risposte su cosa fare col bambino ma anche questa figura professionale è sommersa di lavoro e non può materialmente gestire in tempi brevi tutte le richieste che arrivano, perché ogni anno uno specialista si trova a dover gestire centinaia di casi! Così si arriva alla situazione di partenza in cui tra il momento in cui scatta un campanello d’allarme nella mente di un insegnante ed il momento in cui tutti sanno cosa fare passa un anno di tempo, con tutto il disagio che ne consegue per tutti, che naturalmente vorrebbero fare il meglio il più velocemente possibile per ogni bambino ma non hanno le risorse per poterlo fare. In un contesto del genere ognuna delle persone che si occupa del bambino fa quello che può con i mezzi che ha a disposizione ma agisce in modo isolato, coordinandosi poco con gli altri.

Di fronte a questa situazione ci siamo resi conto di avere le competenze per fare qualcosa di concreto per migliorare la situazione e fare si che i genitori, gli insegnanti e gli specialisti possano gestirla in maniera serena, senza (soprattuto per i genitori e gli insegnanti) quella quota di incertezza legata all’attesa.

Spiegaci brevemente come fa la vostra APP a fare questo.

Per risolvere questo problema abbiamo creato una piattaforma che ha due caratteristiche fondamentali: la prima è che rompe l’isolamento in cui si trovano ad agire i genitori, gli insegnanti e gli specialisti e crea una rete di comunicazione diretta in cui ognuno di loro si senta sereno, in modo che al centro di tutto ci sia sempre il bambino e non la preoccupazione di come gestire la situazione.

Questo però non vuole dire che APP-DHD è una chat in cui gli adulti discutono a ruota libera del proprio punto di vista sulla situazione. Anzi, l’altra caratteristica della piattaforma è che è fatta per selezionare e raccogliere solo le informazioni pertinenti alla valutazione del caso e rende possibile la raccolta di queste informazioni in maniera rapida ed efficiente.

I test ed i questionari che vengono utilizzati all’interno di APP-DHD per selezionare e raccogliere le informazioni sono scelti sia sulla base degli strumenti che gli specialisti utilizzano già per portare a termine il percorso diagnostico, sia sulla base dalla letteratura scientifica. Abbiamo deciso di affiancare strumenti scientifici più sperimentali a fianco a quelli classici perché siamo convinti che assieme permetteranno di tracciare un quadro cognitivo veramente completo, che sarà utile allo specialista per valutare il bambino in tutta la sua complessità sia cognitiva che comportamentale.


Quindi cosa fa di diverso da quello che già succede ora?

Torniamo all’esempio di prima, al momento in cui all’insegnante suona un campanello d’allarme. Quello che succede ora è che quando il bambino arriva a fare la prima visita lo specialista lo vede la prima volta e raccoglie un certo numero e tipo di informazioni, poi lo convoca una seconda volta e raccoglie nuove informazioni, poi una terza ed una quarta e così via. In media servono dalle tre alle cinque visite (stiamo parlando in generale, poi dipende dal disturbo dello sviluppo specifico) per raccogliere tutte le informazioni necessarie per arrivare ad una conclusione diagnostica.

Uno specialista che utilizza la nostra piattaforma può invece raccogliere e definire un pacchetto completo di informazioni prima della prima visita, raccogliendo sia misure oggettive sulle capacità cognitive del bambino sia misure soggettive sulla percezione della situazione da parte dei genitori e degli insegnanti. Le informazioni che vuole raccogliere le decide sempre lui e la richiesta di raccoglierle la fa da remoto, attivando test e questionari sul tablet in dotazione alla scuola che utilizza il servizio. Questo significa, in pratica, che quando il bambino arriva alla prima visita lo specialista ha già una base di informazioni solida su cui effettuare la valutazione e non deve perciò fare altre tre o quattro visite. Tutto il tempo che risparmia può quindi investirlo per gestire più casi oppure semplicemente per gestire con più serenità i casi che già ha in carico.

Un risvolto importante di questo modus operandi è che se lo specialista valuta subito (sulla base dei dati che decide di raccogliere) che il comportamento segnalato dall’insegnante è un falso allarme, il bambino non deve neppure fare la prima visita fisica (quella per cui ci vuole un anno di tempo) e può dare direttamente ai genitori ed all’insegnante la tranquillità che non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Per noi è così che deve funzionare: i genitori, gli insegnanti e gli specialisti devono poter comunicare e collaborare efficacemente e con gli strumenti adatti per giungere ad una soluzione nel più breve tempo possibile.

Ognuno deve svolgere il proprio ruolo ben definito e devono formare tutti insieme una rete di persone unite all’interno dello stesso sistema di riferimento.
Facendo un paragone “stradale”, immagina che ora per andare dal punto A (il campanello d’allarme) al punto B (le visite e la valutazione della natura della difficoltà) i genitori, gli insegnanti e gli specialisti partono ognuno per conto proprio, immagina che ognuno di loro prende una strada diversa ed immagina anche che queste strade spesso sono un po’ dissestate e piene di ingorghi. Cosa succede? Succede che dal punto A al punto B ci arrivano, però ci mettono un anno.

Ora pensa invece ad una situazione in cui i genitori, gli insegnanti e gli specialisti partono tutti assieme per il viaggio (anzi si sentono ancora prima di partire per mettersi d’accordo!), pensa che percorrono tutti la stessa strada e soprattutto pensa che questa è una strada di collegamento diretto, veloce e senza traffico.

Perciò puoi pensare APP-DHD un po’ come una tangenziale in un certo senso…ma non le tangenziali italiane alle 8 di mattina! 

Tu quale delle due situazioni sceglieresti?

Parlaci un po delle persone coinvolte nel progetto? 

Ad oggi siamo in 3, io, il mio nome e’ John-Paul, Pasquale Anthony e Matteo. Io e Pasquale siamo fratelli, Matteo è un grande amico…..praticamente un fratello 😉 . I nostri background sono molto diversi sia nell’ambito professionale che di vita vissuta. Pasquale è uno psicologo dello sviluppo che lavora da più di 15 anni nell’ambito della ricerca, Matteo sta completando il dottorato in Neuroscienze Cognitive ed io sono un ingegnere aerospaziale con una buona esperienza nella programmazione.

Noi due fratelli siamo nati in America da mamma italiana e padre americano. La nostra famiglia si e’ poi trasferita in Italia quando io avevo solo 1 anno e Pasquale 7. All’età di 17 anni, sono rientrato in America per lavorare e completare gli studi e sono passati solo 12 anni! Per uno scherzo del destino dalla Florida mi sono ritrovato in Germania senza neanche capire come 🙂 e qui vivo con la mia famiglia da 5 anni. Anche Pasquale ha cambiato diversi indirizzi negli ultimi 15 anni, per lo più rimanendo dentro i confini ma con una parentesi di 2 anni in Svizzera per completare il PhD.

Matteo è di Milano, non ha mai vissuto all’estero ma è una persona a cui piace molto conoscere culture, modi di fare e di affrontare i problemi dei diversi paesi.

Dove vedete il vostro progetto in qualche anno?

APP-DHD è un progetto molto solido ed ancora giovane, che ha bisogno di crescere e di esplorare il mondo per diventare adulto. Perciò tra qualche anno lo vediamo attivo in tante scuole, pubbliche e private, diffuse su tutto il territorio italiano.

Questo è di vitale importanza per la natura stessa del progetto! Perché più il progetto e la rete di persone che vi partecipano sono estesi, maggiori sono le informazioni che possiamo raccogliere rispetto a come si distribuiscono i disturbi dello sviluppo sul territorio, quali sono i maggiori fattori di rischio e quali sono gli approcci più efficaci per affrontarli. Tutte queste sono variabili generali in un certo senso, ma anche molto specifiche di realtà socio-economiche e culturali diverse, distribuite in modo graduato in tutto il Paese. Perciò più la piattaforma è diffusa, maggiore è il livello di velocità nell’individuazione e specificità nell’intervento che saremo in grado di operare sul territorio.

Guardando ancora più in la poi, la naturale evoluzione del progetto sarà quella di portarla anche fuori dai confini nazionali ed europei…per ora è più che altro un sogno ma noi ci crediamo moltissimo in questo progetto. Siamo sicuri di fare del bene alle persone e per le persone. E speriamo che tante scuole, tanti specialisti e tante persone colgano il messaggio e ci supportino nella realizzazione di questo progetto ambizioso.

Perché secondo voi le persone dovrebbero aiutarvi a andare avanti col progetto?

Rispetto alla situazione, perchè il problema è reale e c’è davvero bisogno di fare qualcosa per dare una svolta. Rispetto agli intenti, perchè siamo tre persone oneste che stanno davvero cercando di aiutare senza fini egoistici. Che mi sembra già un buon punto di partenza 🙂

Scherzi a parte, stiamo diffondendo il progetto perchè vogliamo che le persone (anche chi non si trova direttamente coinvolto nel problema) riflettano sulla situazione ed entrino un po’ in empatia con una realtà sociale molto specifica da un lato ma anche molto comune dall’altro. Mi spiego meglio:

il messaggio che vogliamo passare è che le situazioni di difficoltà si risolvono grazie alla collaborazione ed alla coordinazione. E’ difficile che una persona da sola possa fare la differenza in situazioni complesse.

Ed è per questo che chiediamo ad ognuno di partecipare con le risorse che ha a disposizione, finanziandoci tramite la piattaforma di crowdfunding che sta sponsorizzando il progetto oppure contattandoci per proporci collaborazioni od ancora semplicemente diffondendo il progetto e l’idea alla sua base. Noi crediamo nella collaborazione e vogliamo creare una forte spinta dal ‘basso’ che aiuti a crescere questo progetto ora e che lasci nella mente delle persone la consapevolezza che porre attenzione e partecipare alle iniziative di cambiamento sociale è una cosa importante, che ci farà fare un grande passo tutti insieme.

Quali sono gli ostacoli principali adesso?

Innanzitutto è difficile arrivare a chi non conosce direttamente il problema o almeno non ha già di suo un interessamento per i progetti di innovazione sociale. Siamo consapevoli che il nostro progetto (per chi non lo conosce già, non vive direttamente il problema o non conosce direttamente noi) è una informazione tra le tante quotidiane che arrivano nella mente di una persona, perciò non è facile fare breccia per fare arrivare l’importanza di questa iniziativa.

E’ difficile e stiamo utilizzando molto i social network per arrivare a questo obiettivo. Recentemente abbiamo anche partecipato e vinto un contest su una radio nazionale (Radio 105) che sta dando molta di visibilità al progetto. In coda a questa ondata di visibilità c’è stato un riscontro magnifico perché tanti genitori e tanti insegnanti ci hanno contattato e fatto i complimenti per quello che stiamo facendo (e questa è già una grande soddifazione!); il nostro obiettivo adesso è arrivare a sensibilizzare un pubblico ancora più ampio di persone, cioè tutte quelle persone che non conoscono direttamente il problema…e ti assicuro che non è facile!

Quando la vostra App sara’ disponibile al pubblico?

APP-DHD è una piattaforma che include sia una APP per tablet che un applicativo web: è un sistema che funziona tutto insieme. In senso stretto perciò la APP non sarà mai disponibile al pubblico, nel senso che non sarà scaricabile dall’APP store.

La piattaforma verrà invece adottata dalla scuola e la scuola riceverà la APP da installare sui propri tablet. In modo complementare gli specialisti che collaborano con la scuola riceveranno l’accesso all’applicativo web che sarà lo strumento per gestire i casi (per attivare i test e questionari da remoto e consultare i dati raccolti, per esempio).
Stiamo già lavorando ad un progetto pilota che partirà a breve in una scuola. Da qui in avanti il nostro obiettivo è lavorare con quanti più istituti scolastici e specialisti possibili e diffondere perciò quanto più possibile la piattaforma, fino ad arrivare magari all’implementazione su scala nazionale.

Che cosa cambierà se il progetto avrà successo? 

Cambierà che ci saranno più genitori, insegnanti, specialisti e soprattutto bambini un po’ più sereni in giro per le città. E le persone serene possono fare molte cose buone 😉

John Paul, sei italiano, hai studiato in America e ora vivi in Germania …la tua applicazione che colori ha? 😉 

Certamente possiamo dire che la piattaforma ha un cuore verde-bianco-rosso. L’idea nasce da una problematica che abbiamo riscontrato nel sistema italiano. Dobbiamo anche dire però che in tutte le sue sfaccettature e nei diversi approcci alle problematiche, ci sono tracce delle nostre esperienze fatte in America e in giro per l’Europa. Ritengo che quando si vive, si lavora e si studia a contatto con culture diverse per lungo tempo, un po’ di ognuna di loro ti rimane dentro e inconsciamente entrerà a far parte di ogni tuo progetto. L’ideale sarebbe riuscire ad individuare le caratteristiche apprese dalle diverse culture che meglio si adattano alle tematiche affrontate.


Per sapere ancora di più sul progetto APP-DHD:


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