Ciao mi chiamo Giovanni, ho 24 anni e vengo da Casandrino, un piccolo paesino in provincia di Napoli. Mi sono laureato in lingue e letterature straniere nel maggio 2014 (inglese, spagnolo e portoghese) ma ho sempre lavorato nelle varie pizzerie e ristoranti dei dintorni.

Sono andato via dalla mia città il 18 giugno 2015 preso dall’esasperazione e dall’aridità culturale che regna sovrana dalle mie parti. Inutile dire che sono, forse, solo l’ultimo dei laureati che scappano dall’Italia per poter lavorare decentemente. Ho sempre lavorato in vita mia a condizioni più che misere (“solo” 10 ore al giorno per 7 giorni settimanali a 1.50 € l’ora), alla faccia di chi dice che i giovani non vogliono lavorare. Sono sempre stato costretto ad accettare perché rifiutarne uno avrebbe significato accettarne un altro alle stesse condizioni.
Giovanni Silvestre _ dublino3


E così sono scappato a Dublino dove vivevano già degli amici brasiliani che mi hanno offerto di vivere con loro risparmiandomi lo stress di trovare una casa e di incontrare persone spiacevoli. Sono partito col portafogli pieno di soldi e il cuore pieno di sogni, ho venduto tutte le cose che mi ero guadagnato con la fatica di anni e anni per poter fare il salto di qualità.

Arrivo a Dublino e dopo i primi giorni spesi a fare il turista mi armo di curriculum ed entro in più negozi possibili che abbiano o meno il cartello con scritto “we’re hiring” o “staff wanted”. Pochi giorni dopo mi imbatto in un ristorante italiano in Dublin 8 che mi da la possibilità di presentarmi e fare un giorno di prova non pagato. Accetto volentieri sapendo di essere determinato e soprattutto di averne bisogno. Lavoro tutta la settimana e mi viene pagato anche il giorno di prova, ricoperto di complimenti torno a casa soddisfatto e pieno di me.

Mi è stato detto da subito che avrei lavorato in regola (cosa mai successa in vita mia) che mi sarebbe stata riconosciuta ogni ora di lavoro (mai successo in vita mia) che avrei avuto due giorni liberi (mai successo in vita mia) ferie, malattia etc. etc. (ci siamo capiti insomma!!).

Inutile dire che tutte le aspettative che avevo prima di partire di sono rivelate vere. Qui si lavora per vivere, non si vive per lavorare. Sono ancora al ristorante, mi trovo benissimo con persone oneste e simpatiche. Le uniche difficoltà sono state far fronte alle spese per sopravvivere (una volta ottenuto un lavoro si vive tranquillamente) e spostarsi in città (per uno come me che al mio paesino non ha mai visto un autobus in servizio).

Vivo qui a Dublino da poco ma mi sembra una vita. Qui la vita scorre lentamente, nessuno urla o va di fretta, i negozi chiudono alle 19 e ognuno si gode quei pochi raggi di sole che il clima offre. Non mi manca affatto la mia città anche perché non c’è NIENTE di cui sentirne la mancanza. So che può essere difficile per alcuni lasciare tutto e catapultarsi in una città nuova, in un paese nuovo, ma restare in Italia (Sud italia – Campania) è peggio!

Sapere l’inglese è fondamentale anche per le cose più semplici quindi studiate e scappate. Tornare a casa per me è solo rivedere la mia famiglia e i miei amici, solo fare quattro chiacchiere al bar e poi tornare qui in Irlanda. Non so se vivrò a lungo qui ma di certo non tornerò in Italia, terra di sfruttatori, di sanguisughe, di mafiosi, di omofobi, di xenofobi e chi più ne ha più ne metta.


Di Lorena

Ho fatto partire Multicoolty Italia.
Amo viaggiare ed adoro il cinema e i libri. Sono una ragazza solare e molto sportiva: in particolare gioco a calcio da una vita e sono una fanatica milanista. Mi piace scrivere e scattare fotografie!