Ciao, sono Zuzanna e sono polacca. Ho scelto l’Italia per motivi economici: dovevo mantenere due figli ed ho chiesto aiuto ad alcune donne che già lavoravano in Italia. Ho imparato l’italiano abbastanza velocemente, ma ho messo tanto impegno nel farlo perchè volevo parlare bene. Mi ha aiutata tanto la televisione, in particolare il quiz “L’eredità” perchè le domande erano scritte e lette in modo corretto, così avevo la possibilità di cercare nel dizionario il significato.

Ho letto le favolette per bambini perchè hanno un linguaggio semplice. Penso che stando in Italia è molto importante parlare bene: per me stessa nel cercare di capire tutto e per gli altri a farmi capire. Penso pure che chi parla bene è visto meglio dagli italiani stessi.

Quando sono venuta avevo tanta difficoltà, non capivo niente, mi trattavano come una che è arrivata dalla foresta, che non sa usare la lavatrice, che non sa cosa è un computer ecc … il primo datore di lavoro mi ha ingannata tante volte: mi ha pagata come lui voleva, firmavo tot soldi ma prendevo meno. Non avevo mai giorno libero!!! Nè ferie, nè tredicesima (badante in regola). Ai tempi non sapevo dove chiedere aiuto, perciò son stata lì 5 anni.

Credo che la società multiculturale può esistere, ma tutte le parti coinvolte devono mostrare rispetto. Multiculturalismo per me è coesistenza di tante culture in modo rispettoso, in pace, non deridere le culture che non si conoscono ecc. Alcuni hanno paura degli immigrati perchè in Italia, in particolare, ci sono tantissime culture molto diverse tra loro e per gli italiani più che altro può essere paura dello sconosciuto. Purtroppo in Italia arriva anche gente “poco bene”, persone che vengono solo per delinquere, mettendo in cattiva luce tutta la categoria degli stranieri dove, invece, c’è tanta gente normale e che fa del bene.

In Polonia esiste pure multiculturalismo, ma non così presente, così forte come in Italia. Del “Bel Paese” mi piace tanto il clima, i paesaggi, il cibo… Ho incontrato alcuni italiani che mi facevano intendere di esser per loro soltanto una straniera, cioè una inferiore; ma ho conosciuto, invece, anche tantissime brave persone, amichevoli e che apprezzano il mio modo di lavorare.

Quando stavo al sud mi sorprendeva tutto!! Le donne della mia età (ora ne ho 55) avevano solo la scuola media e trattavano la donna straniera (senza conoscerla) al pari di una donna facile, ma la cosa che mi sorprendeva di più è che seppur non lavoravano, non volevano comunque occuparsi di malati e allo stesso tempo disprezzavano noi straniere che facevamo quel lavoro. Al centro, invece, tante cose cambiano in meglio.

Venendo in Italia ho dovuto rinunciare a tante cose: contatto con la famiglia, libertà (dovuta al tipo di lavoro-badante) e ai contatti con i connazionali. Comunque dopo circa 5 anni mi sentivo integrata, ho trovato lavori da brave persone. Sono stata in Italia 12 anni, ora mi trovo in Polonia da un anno per motivi familiari, ma quando avrò la possibilità tornerò subito in lì.

Il mio stile di vita non è cambiato molto, solo che lavorando come badante hai certi limiti dovuti al tipo di lavoro. Quando stavo in Italia non seguivo troppo le notizie dalla Polonia, le cose principali e ciò che riguardava la famiglia. Ora, in Polonia, guardo pure la televisione italiana, ma in misura normale. Mi piace tanto il cibo italiano e tutte le cose che ho imparato le cucino qui a casa mia. Anche in Italia mangiavo sempre cibo italiano e non cercavo nulla di prettamente polacco.

Quando ho saputo che sarei andata al sud avevo paura della mafia 🙂  così pensavo, come nei vecchi film 🙂 . Immaginavo tutte le donne ad urlare anzichè parlare come nei film con Sofia Loren (al sud davvero piace urlare piuttosto che parlare).
Non avrei mai immaginato di vivere all’estero, mi ha costretta la situazione in casa, motivi familiari ed economici. Però se non ci fossero ora problemi in famiglia ci starei ancora in Italia perché credo che mi sono integrata benissimo e mi apprezzano in qualsiasi posto, perciò tornerò il prima possibile. Ovvio, mi mancherebbe tutta la famiglia, ma non avendo lavoro in Polonia bisogna lavorare in Italia.

In Polonia si diceva che i maschi italiani sono dominanti sulle donne, che sono padroni, questo l’ho potuto notare in più occasioni, anche seguendo la cronaca si vede…


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