Mi chiamo Luca, sono nato a San Cataldo (CL) 32 anni fa e da fine luglio 2014 mi sono trasferito in Germania. La motivazione che mi ha spinto ad andare via è quella che condivido con la maggior parte delle persone che ora come anche nel secolo scorso, si sono allontanate dalla propria terra: la ricerca del lavoro. In realtà ho avuto la fortuna di avere trovato lavoro “da casa”, prima del trasferimento in Germania. Ecco come è andata: nel marzo 2012 ho conseguito la laurea specialistica in fisica, curriculum in Geofisica e Fisica dell’ambiente.

Sebbene sin da subito mi fossi candidato a qualche Ph.D. all’estero, finiti gli studi ho cominciato a cercare lavoro in Italia, anche per non rimanere con le mani in mano, riuscendo a fare qualche lavoro temporaneo, niente di concreto e duraturo. Nel tentativo di avere qualcosa di più stabile ho provato a cercare lavoro anche al nord Italia. Mi sono trasferito 6 mesi in Lombardia, fatto colloqui e consegnato centinaia di curriculum, ma niente da fare. Questa esperienza mi fece comprendere meglio la reale situazione lavorativa italiana, consolidando in me l’idea che per costruire qualcosa nella mia vita avrei dovuto andare via. Tornato in Sicilia iniziai una formazione gratuita come sviluppatore web in un’azienda locale. Pensai, bisogna mettersi sempre in gioco e mai chiudere le porte alla possibilità di imparare nuove cose, e cominciai a studiare qualcosa di nuovo e diverso (la “maledetta” curiosità d’altronde non mi manca).

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Agli inizi di febbraio 2013 mi contattò un amico che vive e lavora in Germania dicendomi di conoscere un’azienda che cercava sviluppatori web, e poiché mi stavo formando come tale e conoscendo la mia voglia di andare via mi esortò a mandare il curriculum a questa azienda. Incuriosito ed eccitato ho preparato tutta la documentazione da inviare a quell’azienda e a fine febbraio ho presentato la mia candidatura. Pochi giorni dopo ho ricevuto un’email con la conferma che avevano ricevuto la mia richiesta, l’avrebbero valutata e mi avrebbero fatto sapere.

Dopo la metà di marzo ricevo un’email da questa azienda nella quale mi comunicavano che avevano accettato la mia candidatura e mi avrebbero offerto un periodo di prova di 1 mese da fine Aprile a fine Maggio. Ci accordammo, sempre tramite email, per cominciare il 22 Aprile e terminare il 16 maggio. Inoltre mi proposero un rimborso spese per i viaggi aerei, per l’alloggio e un compenso per il mese!!! Non ci credevo!!!!
Vissi il mese che mi separava dalla partenza con trepidazione, ero contento per il fatto che qualcuno mi stava dando l’opportunitá di mettermi alla prova, con la consapevolezza che, se tutto fosse andato bene, avrebbe potuto essere un punto di partenza per iniziare a concretizzare i miei sogni!
Il mese di prova fu molto pesante. In azienda si parlava fortunatamente inglese con gli “stranieri”, e fortunatamente non ero l’unico. Il modo piú rapido per comunicare tra di loro é l’inglese, sebbene sia richiesto col passare del tempo l’apprendimento del tedesco.

Mi presentarono in azienda e subito mi diedero un programma con dei compiti da svolgere nel mese e dei test da sostenere tra le settimane. Non nascondo di avere avuto difficoltá nell’inserirmi nel contesto: ambiente diverso, lingua diversa, ambito di studio diverso da quello affrontato fino ad ora…ci sono stati attimi in cui ho pensato di essere inadeguato al posto dove ero per la mansione che dovevo svolgere. Ma mi sono impegnato a fondo e quando sono stato chiamato all’inizio della quarta settimana in ufficio dal CEO dell’azienda non credevo alle mie orecchie!!! Nonostante presentassi lacune legate alla differenza di studio effettuato, hanno riscontrato evidenti potenzialitá per essere in grado di fare il lavoro per cui mi hanno chiamato, pertanto mi offrivano un contratto di un anno da tirocinante come Software Developer, con un programma di Studio dettagliato ed indirizzato a farmi acquisire le competenze che mi mancavano.

Da agosto lavoro a Landau in der Pfalz, periodicamente presento i miei studi in azienda e fino ad ora tutto sta andando bene. A fine contratto mi comunicheranno se mi terranno in azienda o meno, ma questo anno che sto vivendo qui ha un valore notevole e in Italia non avrei mai potuto fare un’esperienza del genere.Luca4
In più da Novembre mi ha raggiunto la mia ragazza, con cui sto assieme da quasi 13 anni, così possiamo cominciare a realizzare quello che abbiamo sempre desiderato: vivere assieme e creare una famiglia. Qui in Germania stiamo avendo questa possibilità, e, nonostante le difficoltà legate all’ambientamento, ci riusciremo.

La possibilità di iniziare a vivere la propria vita in maniera indipendente, con un proprio stipendio, con un lavoro che ti da la dignità di essere umano, ti fa sentire a tuo agio perché sei ricompensato per quello che vali e se produci vieni pure premiato: questo è quello che mi aspettavo qui, che ho trovato e che mi fa vivere qui serenamente. E poi da novembre vivo con la mia ragazza: ergo, sono soddisfatto di essermi trasferito qui in Germania.

L’integrazione procede con lentezza, anche perché il tedesco è una lingua difficile e loro hanno abitudini diverse dalle nostre. I tedeschi, dal canto loro, sono molto socievoli. In Italia c’è lo stereotipo del tedesco freddo, distaccato, che non da confidenza. Beh, a me è capitato il contrario. Ho incontrato spesso persone cordiali, disponibili, e gran chiacchieroni. In generale la città mi piace, piena di verde, a misura d’uomo, col clima migliore della Germania.

Non nascondo che la mia città mi manca, mi mancano i familiari, gli amici, potere conversare e condividere il mio tempo con loro, e le attività che facevo, l’associazionismo (ABZero e ProgettoDiVita), suonare…è il prezzo che si deve pagare per avere un futuro. Ma questo è tutto conservato nei ricordi, e adesso ho la vita concentrata su altro e si deve guardare avanti.

Sebbene ci sia un’età per molte cose, per cercare di stare bene non è mai tardi. “Homo faber fortunae suae” (Appio Claudio Cieco): penso che ognuno di noi sia padrone del proprio destino, e dovrebbe provare a piegarlo al proprio volere, quindi se si accettano determinate condizioni di vita non bisognerebbe lamentarsi; altrimenti si può sempre provare a cambiare la propria vita assumendosene la propria responsabilità! Dico questo perchè molte persone usano spesso la bocca per parlare ma non le gambe e le mani per fare, si lamentano e basta…io dico che lamentarsi non serve a niente se non ad autocompiacersi e ad autocommiserarsi: bisogna agire per cambiare le cose se non piacciono.

Conoscevo solo l’inglese, non ad alti livelli, ma sufficienti per sostenere una conversazione. Dopo la laurea l’ho studiato per prepararmi ad una eventuale fuga, e devo dire che nonostante io sia in Germania mi sta tornando veramente utile, perché qui quasi tutti parlano inglese e ad un livello superiore a quello medio italiano.

Non so se tornerò a vivere a San Cataldo, so solo che se le cose non dovessero andare bene qui, l’esperienza che sto facendo mi tornerà utile sicuramente in qualche altro posto, qualche altra nazione (magari anglofona, sennò la mia ragazza potrebbe lanciarmi macumbe), e poi siamo cittadini del mondo, non bisogna avere paura di ciò che è diverso ma avere la curiosità di conoscerlo e comprenderlo. E, per essere veniali, l’Italia non sta passando un bel momento dal punto di vista economico-lavorativo…

Al momento immagino il mio futuro qui, con la mia famiglia (futura). Non mi dispiacerebbe se i miei figli sapessero parlare una lingua diversa dall’italiano, ovviamente crescendo in una famiglia italiana avranno l’opportunità di crescere con almeno 2 lingue, perché l’italiano dovranno conoscerlo anche.


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