Mi chiamo Aziz (nome inventato a protezione del minore), ho 17 anni, vengo dal Pakistan e sono un richiedente asilo. Vivo in una comunità per minori stranieri non accompagnati a Caltanissetta da marzo 2015 e adesso sto bene.

Ho lasciato il Pakistan nel 2013 perché ero perseguitato e minacciato di morte e ho bisogno di asilo perché non posso tornare nel mio Paese d’origine. Sono di religione musulmana sciita, appartengo all’etnia Khokhar. Il 10 moharram (giorno sacro celebrato nel mondo sciita) dopo una grande preghiera in moschea sono stato attaccato e colpito da un gruppo di terroristi pakistani opposto agli sciiti noto come Lashkar-e-Jhangv (L-e-J), così sono fuggito e ho lasciato il mio Paese.

Da quel momento è iniziato il mio lungo… lunghissimo viaggio caratterizzato da faticosissime passeggiate a piedi e a volte in macchina o in autobus. Lungo il viaggio eravamo tantissimi, tutti pakistani, ma io ero il più giovane di tutti. Ho attraversato Iran, Turchia, Macedonia, Serbia, Ungheria, Austria, ho anche trascorso 3 mesi circa in Grecia, sperando di trovare lavoro e di ottenere i documenti ma, purtroppo mi è stato impossibile e poi alla fine… sono arrivato in Italia.

Dopo 2 giorni di attesa a Pian del lago, la responsabile della mia comunità, è venuta a prendermi. Ero felice e mi sentivo, finalmente, al sicuro.

In comunità mi trovo benissimo e ho subito fatto amicizia, sia con gli altri ragazzi, egiziani, bengalesi, tunisini e pakistani, sia con gli operatori che mi hanno sempre dimostrato disponibilità e affetto.

Sto imparando l’italiano grazie ai corsi di italiano per stranieri e soprattutto grazie alla pazienza degli operatori in comunità. All’inizio è stato difficile, ma sono abituato ad imparare lingue straniere, infatti parlo urdu, bengalese, inglese, un po’ di greco e adesso anche l’italiano.

In Italia non ho mai avuto problemi o difficoltà nel professare la mia religione musulmana; in comunità abbiamo creato una piccola moschea e ogni venerdì partecipo alla grande preghiera di gruppo nella moschea di Caltanissetta. Questo è un giorno di festa per noi musulmani in cui bisogna pregare insieme… un po’ come la domenica per voi cristiani. A Caltanissetta ci sono tanti musulmani e la moschea è ben organizzata.

Mi manca il Pakistan, ma l’Italia mi piace molto, amo il cibo e inizio anche a gustare il caffè. Penso spesso alla mia famiglia, ma so che stanno bene e quando otterrò i documenti, potrò andar via dalla comunità, potrò trovare un lavoro e finalmente aiutare loro e forse, tra qualche anno, riabbracciarli.

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Intervista di Luana Raimondi nella comunità “G. Guttilla” di Casa Famiglia Rosetta in Caltanissetta (Sicilia)


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