Mi chiamo Jemilé ed ho 23 anni. Il mio Paese di provenienza è la Bulgaria, ma vivo in Italia da 13 anni. Perché l’Italia? Perché mio padre ha trovato lavoro qui tramite mio zio che era già qui da anni. Inizialmente è partito solo, poi ha chiesto il “ricongiungimento familiare”.

All’inizio è stato molto difficile perché ho dovuto imparare un altro alfabeto, un’altra lingua. E’ stato come ricominciare una nuova vita. Fortunatamente a scuola i professori mi hanno da subito voluta bene ed in particolare la mia professoressa di italiano, Giuseppina Micieli, (preparatissima) che nelle ore di musica mi faceva lezioni di recupero. Non finirò mai di ringraziarla perché è stata la prima ad accorgersi delle mie capacità di apprendimento. Con lei non c’era scampo, anche se poco lo dovevo fare. D’altronde imparare l’italiano è stata la chiave che mi ha permesso di aprire molte porte e spero prima o poi di aprire il portone della vita. Non ho avuto nessun problema oltre a quello di cui ho appena parlato, ovvero il discorso lingua. Per il resto sono sempre stata accolta da tutti.

Jemilè


Il multiculturalismo è un fenomeno abbastanza complesso. Si tratta della convivenza di più etnie e razze differenti in un unico Paese. Il multiculturalismo è un fenomeno interessante, ma spesso comporta grandi problemi soprattutto di tipo sociale. Quando in un Paese ci sono più religioni e più lingue è difficile soddisfare i bisogni di tutti e indirizzare tutti in un’unica direzione. Quindi sulla questione del multiculturalismo trovo corretto che gli ospiti conservino la loro identità senza perderla, ma che debbano anche adeguarsi alle abitudini dell’ambiente che li ospita, soprattutto per quel che riguarda la lingua.

Della cultura italiana mi piace il fatto che si tiene molto alla famiglia.
Non ho rinunciato assolutamente a nulla quando mi sono trasferita, anzi è stato il contrario: ho lottato per una sempre maggiore libertà (che poi ho ottenuto “ovviamente”). 🙂
Mi sento molto accettata anche perché se non per il nome nessuno si accorge della mia origine non italiana. Il mio stile di vita si è evoluto per come lo avrei sempre voluto, fondato sulla parola “libertà e responsabilità”.

Il cibo italiano? No, non mi piace, mi piace quello siciliano!!! Reputo la cucina siciliana maestra di tutte le cucine del mondo. Mi reputo fortunata per averla conosciuta e fermamente dico che non la cambierei per nessun’altra. Mangio principalmente cibo italiano, anche se quando torno a casa con i miei la cuoca è bulgara quindi…

Prima di trasferirmi non pensavo nulla di particolare degli italiani, ero piccola, ero solo tanto curiosa di come era fatto il mondo al di fuori del mio Paese.
Non ho sempre voluto vivere in Italia e forse neanche adesso lo voglio, ma per il momento so che mi intratterrò qui ancora per qualche anno, poi si vedrà, ma sicuramente non lascerò l’Italia per tornare in Bulgaria. Anche se fino a qualche anno fa ci tornavo quasi ogni estate. Del mio Paese mi manca la mia infanzia. Sono felice di esser nata nel mio piccolo paesino e di esserci cresciuta fino ai 10 anni.

Cosa mi sorprende degli italiani? Forse se tornassi in Bulgaria mi sorprenderebbe qualcosa di lì. Quello che mi circonda per me è la normalità. Non mi sento italiana al 100 per 100, ma il vivere qui mi ha cambiata quindi non posso dire neanche di esser pienamente bulgara… mi definirei italo-bulgara.


Di Lorena

Ho fatto partire Multicoolty Italia.
Amo viaggiare ed adoro il cinema e i libri. Sono una ragazza solare e molto sportiva: in particolare gioco a calcio da una vita e sono una fanatica milanista. Mi piace scrivere e scattare fotografie!