Mi chiamo Raya e sono di origine russa. In italia sono arrivata nel ’98: ho seguito mio marito e a dire la verità avrei preferito restare in Russia. Con lui ci siamo conosciuti a Mosca dove lavorava per un’azienda italiana da qualche anno.

Da quando sono arrivata in Italia ho sentito razzismo sulla pelle, è stata una sensazione crudele ma cercavo di non farci caso. Anche in Russia c’era discriminazione dopo la caduta del muro di Berlino ed è stato proprio questo motivo che mi ha portato a decidere di andare via.

L’Italia è bella per fare le vacanze e shopping ma non per vivere e lavorare. Qui mi sento molto sola: mi occupo della mia famiglia ed ho solo un’amica; non esco quasi mai.

C’è tanta discriminazione e la giustizia italiana non aiuta nemmeno: qui non importa se sei un buono straniero o cattivo, sei straniero e stop! Se sei buono cercano di umiliarti e sottometterti, forse per questo in Italia stanno bene solo gli stranieri cattivi?!
Sono contenta, ad ogni modo, che l’Italia stia cambiando. Fra 20 anni gli italiani accetteranno tutti, o meglio… prima o poi lo faranno! Spero di poter vedere questa nuova società multiculturale, ma nel frattempo io vivo per la mia famiglia e se altri vanno a divertirsi per me è solo un sogno irrealizzabile. Ma io non mi lamento: tanto uscire a fare cosa? Per sentirmi offesa?
Solo da quando ho adottato un cane corso, la gente mi guarda con più rispetto.

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