Sono Ivonne Collesano, sono arrivata dal Venezuela nel dicembre del 1988 con genitori e sorelle. Ho imparato l’italiano da autodidatta.

La società multiculturale inizia appena ad abbozzare un cenno, nonostante “passi tanta acqua sotto i ponti”. Il multiculturalismo è una possibilità per tutti gli individui di far valere usi, costumi e amalgamarsi alla realtà italiana, se non si conosce una cosa, essa è subito rifiutata; da me non esiste, una terra che nasce dalla colonizzazione e continui flussi migratori dove siriani, portoghesi, italiani e venezuelani vivono in perfetta armonia.

Amo l’arte, la cultura, il cibo e la bellezza dell’Italia, odio la diffidenza e il razzismo che accompagna molti cervelli chiusi e ottusi, dopo grandi lotte sono perfettamente integrata. La mia vita è stata totalmente stravolta, personalmente seguo da vicino le vicende che infuocano la mia terra, continuo a consumare il cibo della mia patria e lo faccio mangiare alla mia famiglia e amici, quando sono arrivata pensavo che subito mi sarei abituata, ma è stata dura.

Purtroppo non ho scelto io di venire, non credo tornerei in Venezuela perché non farei ai miei figli il torto che hanno fatto i miei genitori a me: l’Italia è la terra dei miei figli. Sono felice e penso fortunata di aver trovato un compagno speciale.

Della mia patria mi manca l’allegria e la positività della mia gente. Lo stereotipo principe degli italiani è la diffidenza e il “giudizio facile” nei confronti degli stranieri. Sono covintissima che l’amore, il rispetto e la fiducia non hanno nazionalità. I miei figli parlano benissimo l’italiano, l’inglese e ovviamente lo spagnolo.


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