Spesso il termine integrazione prende diverse sfumature a seconda di chi ne parla. Per alcuni significa annullare la propria cultura in favore della nuova, per altri gli stranieri che vengono in Italia non sanno neanche cosa sia. Insomma, questo termine viene spesso usato a sproposito. Ecco perchè voglio tentare di dare una definizione di integrazione, ovviamente secondo il mio pensiero.

L’integrazione non dovrebbe mai corrispondere all’azzerare la propria cultura, né tantomeno a una completa sottomissione a nuovi usi e costumi. Integrarsi non significa dimenticare da dove si viene, o peggio ancora sputare nel piatto dove si è mangiato fino al giorno prima. Integrazione dovrebbe essere sinonimo di scambio. 

Tanto per cominciare non serve a nulla intestardirsi perchè “in Italia non è così”, e questo consiglio vale in entrambi in sensi. Non esiste il Paese perfetto, quindi tanto vale cominciare ad accettarne i difetti per poter conviverci al meglio.

E’ importante ricordarsi che l’integrazione passa per forza attraverso la strada dell’adattamento. Non si può pensare di vivere bene in un altro Paese senza un minimo di sacrificio. Qualche abitudine italiana la perderai, ma ne aggiungerai di nuove che credimi, ti mancheranno il giorno che tornerai in Italia. Non serve a niente piangere perchè all’estero non hanno il bidet o perchè il caffé fa schifo. Si, sono d’accordo, è vero. Ma intestardirsi su questi aspetti non migliorerà la tua esperienza all’estero. Accettali e eviterai così di perderti aspetti meravigliosi del Paese che ti ospita. Non passare per questa strada rischia di farti sembrare un presuntuoso convinto che il suo Paese sia il migliore in tutto e per tutto, e la gente ti chiederà … Ma perchè non ci sei restato, in Italia?

Che sia chiaro, questo non significa che sia giusto idolatrare il proprio nuovo Paese a discapito dell’Italia. Troverai tante persone aperte al dialogo e potrai confrontare il tuo paese con il loro. Aspetti positivi e aspetti negativi, ce n’è per ogni Paese, nessuno si salva. Ecco che entra in gioco lo scambio. Non solo potrai integrare nella tua vita abitudini, cibi e aspetti di una nuova cultura che non conoscevi e che quindi ti arricchiscono, ma avrai la possibilità di far conoscere ad altri il tuo Paese e fidati, resterai sorpreso nel vedere quanti amano l’Italia. Spesso più di quanto non la amiamo noi stessi.

Se mai dovessi capitare su qualcuno che giudica il tuo Paese solo in base a pregiudizi, non abbassarti al loro livello. Dai sempre il giusto peso ad ogni cosa, certi commenti non valgono più di quello che sono: giudizi ignoranti. Non vale la pena ingaggiare una guerrra a chi vive nel Paese migliore, perchè chiuderebbe le porte al dialogo. E si inizierebbe una banale competizione, simile a quella di qualche ragazzino che col righello in mano cercano di decidere chi “è più uomo” (se mi sono spiegata bene!). Non esiste un Paese migliore, e se invece credi il contrario, allora dovresti disegnarti un paio di baffetti rettangolari e scrivere un trattato “scientifico” per sostenerlo. Insomma, scherzi a parte, così facendo verrai rigettato dal tuo nuovo Paese, senza neanche rendertene conto troverai tutto e tutti ostili nei tuoi confronti. E quando ti chiederai perchè, allora rileggi questo post e forse lo capirai.

Un ultimo consiglio, forse banale … Ma mai inutile.

Non avere paura di ciò che è diverso.

Leggi post originale qua.


0