Mi chiamo Moreno, ho 23 anni. Sono di Lecce, città in cui ho sempre vissuto fino ai miei 19 anni, età in cui ho iniziato a essere cittadino del mondo.

Di cosa ti occupavi nella tua città?  

A Lecce ho sempre studiato. E’ la città in cui sono cresciuto, in cui ho piantato le mie radici. Lecce sarà sempre la mia casa ed io la amo immensamente. Quando sono andato via dal Salento ero molto giovane e non ho mai avuto grandi esperienze lavorative dalle mie parti. Nel 2009 ottenni il brevetto di “bagnino di salvataggio” che mi ha permesso di lavorare durante l’estate e conservare qualche risparmio.

Quando hai deciso di andar via dall’Italia?

Era il febbraio del 2012: avevo finito la scuola superiore nel 2011 ed ho scelto di non iscrivermi all’università ma di andare subito all’estero. Con l’aiuto di mio padre, ho scelto Londra come mia futura casa, alla ricerca di un’esperienza autonoma e di fortuna. Ho scelto il Regno Unito un po’ per migliorare il mio inglese e un po’ perché Londra è una città che mi ha sempre affascinato. Ci ho vissuto per alcuni mesi e questa è stata un’esperienza fondamentale per ciò che sono oggi. Londra mi ha regalato due occhi nuovi, è stata un cambio di vita, è stata il trampolino dal quale ho iniziato a volare. Sono andato via da Londra dopo alcuni mesi perché ho avuto un colloquio per un lavoro davvero speciale per chi ama viaggiare come me. Un’occasione unica da cogliere al volo. Mi hanno assunto per lavorare a bordo delle navi di Costa Crociere. Sarei stato parte del team responsabile delle escursioni di bordo. Ho lavorato con Costa Crociere per due anni: dal 20 maggio 2012 (data del mio primo imbarco) fino al 20 ottobre 2014 (data del mio ultimo sbarco). Ho realizzato in totale quattro contratti tra i quattro e i sei mesi ciascuno. Ho conosciuto più di venti paesi tra Europa, Asia e America. Ho navigato dall’Italia alla Norvegia, dalla Russia alla Spagna. Ho attraversato l’Oceano Atlantico in sei giorni di solo mare per arrivare nelle terre caraibiche. Ho vissuto un’esperienza pazzesca. Assolutamente pazzesca. Qualcosa che non si può spiegare nè capire se non si vive con la propria pelle. Viaggiavo lavorando. Ho conosciuto gente da tutto il mondo, imparato lingue straniere, scoperto dettagli e stili di vita diversi dal nostro. Quando la sera, a fine giornata, ci riunivamo al “Crew Bar” tra noi dell’equipaggio, non c’era da stupirsi se, per esempio, ci ritrovavamo a chiacchierare in gruppo un italiano, uno spagnolo, un brasiliano, un canadese, un filippino e un sudafricano. E’ stato un ambiente di lavoro unico nel suo genere. Un lavoro con milioni di aspetti meravigliosi ma anche con mille difficoltà. E ne è valsa davvero la pena. Assolutamente. Sempre ringrazierò ogni persona che mi è stata vicino durante questo tempo. Ma come in ogni cosa nella vita, bisogna fare una scelta, maturare, prendere ciò che si è imparato e andare avanti. Dopo aver finito di lavorare per Costa Crociere, ho scelto l’Argentina come mia prossima tappa. E oggi vivo qui a Buenos Aires già da un anno. Sono arrivato il 22 gennaio del 2015. Lavoro alla reception di un hotel a cinque stelle e ho appena finito di studiare Hotel Management.

Cosa ti ha spinto ad andare all’estero? Non hai pensato di fare lo stesso nella tua città o in Italia?
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Tre cose molto importanti mi hanno portato in Argentina: 1.A bordo di Costa Fascinosa ho conosciuto la mia attuale ragazza, argentina, che amo tanto e con la quale mi trovo benissimo anche nella maniera di vedere le cose e nel modo di pensare. Insieme abbiamo scelto di andare a Buenos Aires. 2.Non mi sentivo ancora pronto per tornare in Italia. Avevo ancora il bisogno e il sentimento di stare all’estero per affrontare altre avventure fuori dal mio paese. 3.Era da tanto che nutrivo un forte sentimento di curiosità verso il Sud America, un continente che considero davvero speciale, che ha uno spirito magico. Per non parlare degli innumerevoli viaggi che insieme alla mia ragazza abbiamo progettato da queste parti.
Era il mio cuore che ha scelto il Sud America. In particolare l’Argentina. E io l’ho seguito.

Cosa ti aspettavi di trovare fuori dall’Italia?

Di tutto. Una realtà diversa sicuramente. Mentalità diverse sicuramente. Non pensavo troppo a ciò che sarebbe stato perché amo scoprirlo vivendolo.

Le tue previsioni sono state soddisfatte?

Grazie a Dio si, con tanto sudore, tanti sforzi, l’aiuto di molta gente meravigliosa e un po’ di fortuna, sono riuscito a realizzare tutti gli obiettivi che mi ero posto in questa città.

Conoscevi già le lingue straniere?

Alle superiori ho studiato lingue straniere, ciò mi ha dato delle basi per lo spagnolo, l’inglese e il francese. Ma le mie vere scuole sono state Londra e i miei contratti a bordo di Costa, dove ho potuto praticare tanto, correggere, chiedere e praticare ancora. Oggi posso dire di riuscir a parlare 4 lingue.

Quali sono state le difficoltà iniziali e come le hai superate?

La difficoltà più grande che ho avuto qui in Argentina, sembra strano, ma è stata ottenere la residenza per poter lavorare e studiare. Nonostante l’Argentina sia famosa anche per i numerosi migranti italiani che sono approdati in questa terra, oggi il cittadino italiano è considerato parte dei paesi non appartenenti agli stati del Mercosur. Il Mercosur è l’unione della maggior parte degli stati del Sud America in una serie di accordi che semplificano tramiti burocratici, commerciali e migratori tra di essi. Qualcosa di simile per noi all’Unione Europea. Il cittadino italiano per poter lavorare e studiare in Argentina ha quattro opzioni: 1. Avere un datore di lavoro che tramiti la residenza 2. Essere uno studente formale 3. Avere parenti stretti argentini o essere sposato con un’argentina/o 4. Avere una quantità (che non ricordo 😀 ) di dollari, tali che gli possano permettere di aprire un’attività in Argentina. Io ho Moreno_Argentina (8)scelto l’opzione studio, sia perché avevo voglia di aggiungere un titolo in più nel mio CV, sia per specializzarmi in hotel e turismo e anche perché avevo intenzione di cercare lavoro in loco e non avevo nessun datore di lavoro al momento, nè parente, nè nessuna voglia di aprire un’attività. Studiando in un’università privata e non in una pubblica, i tempi del mio tramite sono stati molto molto lunghi. Ma grazie a Dio sono riuscito a superare quest’ostacolo e ad andare avanti. In quanto al lavoro devo dire che mi è risultato abbastanza facile trovarlo. L’ho cercato semplicemente mandando e-mail con il mio cv e attraverso internet. Non sono mai uscito per andare tra i vari hotel e uffici a portare personalmente il mio curriculum. Sicuramente questa facilità nel trovare lavoro è stata determinata anche dal fatto che: 1. gli italiani sono molto ben visti dagli argentini 2. avere l’italiano madrelingua tra le tue competenze è un dato che ha il suo peso in turismo e hotel da queste parti 3. Vivo nella capitale, dove i servizi turistici e gli hotel sono assai numerosi in confronto ad altre zone del paese. A Buenos Aires c’è molto movimento in quanto al lavoro.

Sempre c’è qualcuno che ha bisogno e sempre c’è un’opportunità. Non bisogna mai arrendersi a cercarla.

Ti sei integrato dove vivi? E Dopo quanto tempo?

Posso rispondere con franchezza che mi sono ben integrato nel paese. E’ stata dura per le difficoltà burocratiche che ho citato prima ma, a parte queste difficoltà, gli argentini sono amichevoli, aperti e anche se a volte sono abbastanza competitivi tra di loro, di uno straniero possono diventare amici grandiosi. Soprattutto con gli italiani, come ho già ripetuto più volte, hanno un grande rapporto. Un po’ per le loro origini (più del 50% degli argentini hanno origini italiane), un po’ perché ci vedono come il primo mondo. Ho trovato gente che mi ha aiutato davvero. Non mi sono mai sentito solo. E’ anche vero che qui sono arrivato con la mia ragazza e qui la sua famiglia mi ha sempre trattato “como un hijo”.

Cosa ti piace e cosa meno della città o Paese in cui vivi adesso?

Buenos Aires è una città piena (fin troppo 😀 ) di vita, i servizi sono molto buoni nonostante si parli di una città del Sud America, l’Argentina è evidentemente un paese che sta crescendo. Amo le passioni e le tradizioni degli argentini: il calcio, l’asado della domenica, la famiglia, bere il mate (un’erba tipica locale. Se per gli inglesi c’è il tè, qui esiste il mate! ), il dulce de leche (un dolce locale, buonissimo! Se per noi esiste la Nutella, qui esiste il dulce de leche. E non si trova mai uguale all’estero!), il polo, il sentimento nazionale, le rivalità Boca-River… L’Argentina mi piace perché è un paese VIVO. Ciò che non mi piace, o che meglio mi manca tanto, è il mare. Dio solo sa quanto può mancare il mare a un salentino…

Cosa diresti a chi è rimasto in Italia?

Auguro a ciascuno dei miei amici, cugini, giovani italiani di trovare la loro strada. Il loro percorso. E che possano viaggiare. Non per forza emigrare, ma viaggiare. Perché viaggiando capisci meglio chi sei. Capisci meglio cosa ti piace. Scopri qualcosa di te che restando sempre nello stesso posto non scoprirai mai. E’ importante viaggiare, a volte sicuramente più di studiare. Ma attenzione io non parlo tanto di un viaggio turistico e di gruppo. Io consiglio più un viaggio da solo o con poca gente, 3 persone massimo, e semplicemente prendere uno zaino e andare. Magari senza aver riservato gli hotel. Magari creandosi il tragitto e l’itinerario strada facendo. Andare fin quanto e fin quando puoi. Buttarsi nell’avventura. E posso assicurare che i soldi non sono per forza fondamentali per realizzarlo. I soldi vanno e vengono e il lavoro lo puoi trovare anche nel posto dove ti ritrovi. Ciò che è sicuramente fondamentale è il coraggio.

Come e dove ti immagini in futuro?

Non saprei. Se un giorno mi stabilirò, vorrò farlo in un posto caldo, dove il sole e il mare non mancano. Chissà Barcellona, chissà Miami, chissà Lecce stessa. Chissà.

L’Argentina è multiculturale?

Si, la maggior parte della gente però viene dall’America latina. A differenza di altri paesi del Sud America, l’Argentina è quella che sta crescendo meglio. Questo dato, insieme al Mercosur, certamente attira molta gente che viene dal nord, come brasiliani, peruviani, paraguaiani e colombiani.

Grazie Moreno
Grazie mille a voi per avermi dato la possibilità di poter condividere la mia esperienza da expat. Un abbraccio a tutti voi di Multicoolty!


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