Mi chiamo Johanna, vengo dalla Svezia ma nelle vene gira sangue finlandese. Sono in Italia, in Sicilia, dal 2009. Sono libera professionista nel settore biologico in agricoltura e turismo. Sto preparando due nuove attività ed ho anche iniziato a scrivere libri.

Perché l’Italia?

Volevo una vera sfida nella vita e la Sicilia sembrava essere il posto giusto. Direi che ho preso le cose che chiedevo ed anche di più. In Sicilia ho imparato tanto della vita vista da un’altra prospettiva ed ho conosciuto ancor di più me stessa. Ho scelto la Sicilia anche perché ho visto il commissario Montalbano in Svezia e mi sono innamorata delle cose bellissime che ho visto, la zona del Ragusano! Poi mi sono trasferita li per iniziare.

Com’è stato imparare l’italiano?

Abbastanza facile perché ad esempio la grammatica è molto simile al finlandese. Ma non parlerò mai un italiano perfetto perché parlo diverse lingue ogni giorno. Ho imparato da sola: con le riviste che mi interessano e parlando con la gente. Siciliani sono bravi perché mi correggono quando sbaglio. Cosi si impara velocemente. Poi mi ci è voluto un po’ di tempo a capire che qui parlano siciliano, che è molto diverso dall’italiano. Ero un po’ confusa all’inizio.

Credi che parlare italiano vivendo in Italia sia importante?

E’ fondamentale ovunque si decide di vivere. Altrimenti non sai mai come funziona un Paese ed avrai sempre problemi se non capisci la gente. Anche per il rispetto del nuovo Paese si deve imparare.

Che problema hai incontrato quando sei arrivata in Italia?

Tutto, perché il sistema e la vita in Sicilia è totalmente l’opposto da quello svedese. Mi preoccupa tanto vedere come alla gente locale non interessa sapere i loro diritti e doveri. Spesso noi stranieri impariamo il sistema meglio dei locali, così ci si può anche proteggere da un sistema corrotto e si sa come muoversi.johanna_svezia (2)

Cosa ti piace in Italia?

Mi piace che qui ho saputo valorizzare le cose che ho. In Svezia abbiamo un consumismo incredibile, compra e getta. Qui ho imparato il valore del denaro e a risparmiare, perché ho visto la vera povertà. Mi piace la gente, sono molto gentili con noi stranieri. Mi piace il sole, il cibo, le montagne siciliane e la ricca storia. Qui ho anche iniziato ad apprezzare la Svezia e capire come siamo fortunati li. Là si diventa ciechi perché vivi nel sistema e tutto va liscio. Qui ho imparato a combattere, a difendermi, ho perso la mia natività svedese ecc. perché il mondo non è come a casa.

E invece cosa non ti piace?

Non mi piace la chiesa e il sistema della famiglia, sono due strutture che distruggono la persona già dal primo giorno sulla terra. Non mi piace l’ignoranza, la pigrizia e come la gente maltratta la propria terra, una terra così bella. Qui manca spesso la grinta, forse per causa del “Mammismo”, figli non imparano a combattere nel sistema nè a reggersi coi propri piedi. Tutti non sono cosi, ma tanti.

Cosa dire degli italiani?

La gente è molto gentile con noi stranieri. Si ride tantissimo con i siciliani. Quando loro si fidano inizi ad incontrare gente fantastica. Molto facile lavorare qui con gli uomini. Non ho avuto problemi “classici” finora e non credo che ce ne saranno mai. I siciliani ti danno tutto quando vedono che fai qualcosa per il loro territorio.

Una cosa che mi fa stancare sempre è che la gente vuol dare sempre consigli e certe volte gli uomini che non capiscono un No!! Ignoranza e mammismo fa tanti danni. Ormai il fenomeno del “mammone italiano” è famoso in tutto il mondo, ma non potevo immaginare cosi allarmante. Doppia faccia, una facciata fuori e un’altra alle spalle e di nascosto. Difficile avere amiche donne qui. Ne ho solo due dopo 7 anni!! Spesso nemmeno salutano. Credo che le donne imparano che altre donne sono rivali o qualcosa simile.

Hai mai avuto un’esperienza di “razzismo” in Italia?

Solo una volta ho sentito un uomo lamentarsi degli immigrati, ma in Sicilia è molto raro. Siciliani fanno tantissimo per gli immigrati ed è una vergogna che loro sono lasciati soli. Contro di me mai, solo da certe donne sento commenti  perché pensano spesso male di noi donne straniere, ma non lo reputo un vero e proprio  “razzismo”. Solo che loro non sanno com’è fatto il mondo.

Cosa ti sorprende della cultura italiana?

L’ignoranza verso l’ambiente, il prossimo e se stessi. I genitori insegnano ai propri figli piccoli che tutto è colpa dei politici. Così tolgono loro la speranza del futuro già all’inizio. Poi vedono noi stranieri fare tante cose qui e non capiscono com’è possibile.

Le vere religioni qui sono calcio e cibo. Ancora non capisco come si può mangiare cosi tanto: ho provato una volta a mangiare come i siciliani e non lo farò mai più, è stata un’esperienza vicino alla morte.

La pazienza verso l’incorrettezza in società. Perché il popolo non si ribella? I siciliani vogliono sempre aiutare gli stranieri, questa è una cosa molto bella.

A cosa hai dovuto rinunciare quando ti sei trasferita in Italia?

A tutta la mia vita: la famiglia è lontana, stipendio buono, casa, carriera ecc. Ma valeva la pena, perché le cose che conosco oggi, non avrei potute impararle in altro modo. La mia vita è più ricca oggi.

Ti senti “integrata” nella società italiana?

Si, da subito. Integrarsi nella società è facile. Tutto dipende da te stessa. Devi uscire, essere curiosa, il telefono non squilla…tu devi fare le chiamate all’inizio. Sono una persona molto aperta, mi metto in contatto con le persone ugualmente dove vado.

Com’ è cambiato il tuo stile di vita in Italia?

In sicilia vivo molto in stile scandinavo, altrimenti andrei indietro nel tempo. Ho messo alcune cose della cultura siciliana nella mia vita: rilassarmi di più, mangiare più sano, dare più tempo alle persone e salutare i vicini ecc. Il mondo gira anche se non rispondo al telefono. Qui ho imparato tanta pazienza, perché se la strada è rotta si va un altro giorno o si fa un giro più lungo. Qui non funziona come in Svezia e se si vive qui per aspettare un cambiamento, la vita diventerà molto pesante. Devi prendere la Sicilia cosi com’è e creare la tua realtà come vuoi.

Ti piace il cibo italiano?

La cucina siciliana è una delle migliori e più sane al mondo. Il primo anno ho preso quasi 10 kg, ma ero felice perché ero troppo magra prima. Amo mangiare e spengo il telefonino durante pranzo e cena.

In Italia mangi il cibo italiano o continui a mangiare il cibo del tuo Paese?

Mangio cibo da tutto il mondo. Sono cresciuta così. Grazie ad Ikea e ad internet posso spedire cose qui. Poi anche la mia famiglia e amici portano cibi svedesi.

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Cosa pensavi dell’ Italia e degli italiani prima di trasferirti?

Ormai l’Italia è molto conosciuta nel mondo, ma la Sicilia era diversa. Non c’è molta informazione online. Non ho pensato tanto, solo buttato me stessa nel sistema e nella società. Ho preso le cose come sono arrivate: cose buone e brutte, poi ho fatto la mia strada.

Pensi di tornare nel tuo Paese di origine?

Si, almeno metà tempo. Sto lavorando per avere la possibilità di vivere in Sicilia ed anche in nord Europa. Voglio fare cose anche per il mio Paese ed ho un paio d’idee. Poi vorrei creare una famiglia e la Scandinavia sarebbe il posto giusto.

 

Cosa ti manca di più del tuo Paese?

Un sistema che funziona. Gente che sorride per strada. In Svezia non manca nulla e trovi tutto ciò che puoi immaginare. Mi mancano le amicizie femminili e gli uffici pubblici che rispondono al telefono. Pulizia, rispetto per il prossimo ed un popolo forte. Uomini con cui si può avere una conversazione intelligente senza cercare altro… non sono tutti così, ma tanti. Il vero amore senza lo scopo di “sistemarsi bene”.

Quale stereotipo degli italiani è stato confermato?

Ospitalità, scherzosi, gran mangiatori. Suocere pesanti, direi pazze. Maschilismo ridicolo.

Credi che la società multiculturale possa esistere?

Multiculturalismo esiste già dai tempi dei Vichinghi, siamo sempre stati gran viaggiatori. In Sicilia passa e vive gente da tutto il mondo, già dai tempi dei greci la Sicilia è stata multiculturale. Tutti sono stati qui e passano qui. Allora, cosa si deve fare di più?

Il modello moderno di multiculturalismo che vogliono inserire ora non credo funzioni tanto, perché non ha scopo umano, ma solo interessi di politici e multinazionali. In Italia ci sono altre cose da risolvere prima di parlare di multiculturalismo.

Cosa vuol dire “multiculturalismo” per te?

Come era antica Roma; ogni religione/cultura vicini l’un l’altro e ognuno si faceva i fatti suoi. Poi è successo qualcosa di molto brutto. In Svezia avevamo un multiculturalismo bello solo 10 anni fa, ma ora si usano parole ridicole come “razzismo” e “fobia”, se ufficialmente dici che non sopporti l’Islam. Ma le cose stanno cambiando. In un multiculturalismo tutto deve essere raccontato, criticato e rispettato…altrimenti non lo è.

Multiculturalismo esiste nel tuo Paese di origine?

Prima si, oggi non del tutto. Se volete sapere le tendenze moderne ed intenzioni politiche per il futuro è buono seguire la Svezia perché da li iniziano tutte le cose nuove e le follie. Li si deve vivere con una testa fredda. Abbiamo già il terzo sesso inserito nel sistema e ora si cerca di trovare nuove parole per definire masturbazione femminile. Un Paese molto interessante direi. Li devi essere molto aperto.

Perché alcuni italiani hanno paura degli stranieri?

Se parliamo di ciò che succede oggi, non credo sia paura. Vogliono solo proteggere la propria cultura ed origini, giusto cosi. Il mondo è vario e colorato, per questo è bello. Non si può dire ad un popolo di rinunciare alle proprie origini solo per inserirne uno nuovo. Il nuovo è benvenuto, ma deve vivere insieme con quello che già esiste. Poi il tempo sistema e cambia tutto senza che noi dobbiamo forzare le cose, con rispetto e amore si possono creare tante cose.

Cosa pensi del rapporto nella coppia mista?

Per me è molto difficile qui in Sicilia. Tanti uomini/famiglie non sono abituate che una donna sia indipendente, che abbia un’opinione, che sappia riparare la macchina e costruire casa, esce ed entra come vuole ecc. Per me è stato molto difficile, ho lasciato perdere e metto nel mirino un uomo del nord Europa. Mie esperienze non sono positive. Non odiano me come persona, ma non sanno come comportarsi con la mia libertà.

In Sicilia ormai stanno cambiando le cose; i giovani hanno viaggiato e parlano inglese. Loro sono spesso più aperti e “moderni”.

 Quali differenze tra la cultura italiana e svedese?

In Sicilia quasi tutto, già la Sicilia in generale è diversa da Milano. Milano è più “tedesca” mentre la Sicilia ancora è molto “araba”. La Scandinavia è vista come il territorio migliore nel mondo dove nascere e crescere, e sono d’accordo. Siamo secolari, ma c’è tantissima tolleranza per altre culture e religioni, in Sicilia è più difficile perché per esempio il Vaticano ferma lo sviluppo. Qui lo straniero si trova bene nelle zone turistiche perché ormai i locali sono “abituati”.

Tra Sicilia e Scandinavia tutto è diverso; come si parla, mangia, pensa, come si fanno le cose, l’ambiente, gli animali, la famiglia, il rispetto, la civiltà, gli uomini, le donne, il traffico, il comportamento…

Passa da Catania con la macchina e vedi come parcheggiano e poi vai all’Ikea e vedi macchine in una fila perfetta. Rido sempre per questo. Tutto dipende dal “management”.

 


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