Mi chiamo Giuseppe e sono nato il 6 gennaio 1982. Mi sono laureato alla triennale nel febbraio del 2013 all’università degli Studi di Palermo in ingegneria aerospaziale. In tutta sincerità ho impiegato molto ma molto tempo ma alla fine ho concluso i miei studi. Inizio subito a compilare cv e a spedirli per email in tutti i settori che mi potevano interessare, sia in Italia che all’estero: ma con scarsi risultati. Vedevo spuntare all’orizzonte l’unico modo per poter guadagnare qualcosa: lo spettro dei call center.

Convinto che non era questa la strada giusta, ho deciso dopo qualche mese di trasferirmi a Londra per migliorare il mio inglese ancora fermo al livello scolastico. Fortunatamente mia cugina vive lì con la famiglia quindi riesco a farmi ospitare. In cambio dell’ospitalità lei mette sul piatto un aiuto in casa con due bambini: li conosco entrambi e sono felice di questa idea. Parto ad aprile e rimango a Londra fino alla fine di luglio. In questi mesi trovo un corso pomeridiano intensivo di inglese e nel frattempo cerco di valutare varie opzioni. Continuare con la specialistica oppure cercare di trovare un lavoro a Londra, anche come cameriere in attesa di trovare qualcosa di migliore? Continuare la specialistica…Dove? In Italia? All’estero? A Londra l’iscrizione all’università costa 9000£ all’anno. La scarto. Tornare a Palermo e continuare con la specialistica? No, ho le scatole piene. Non ho voglia di rimettere piede in quell’università e rivedere le stesse facce e gli stessi professori. Alla fine dei 4 mesi raggiungo un livello intermediate. Torno a Palermo. Nell’arco di 3 mesi, grazie all’aiuto dei miei genitori e degli amici, prendo una decisione. Cerco di seguire la mia passione, la fotografia. Ho valutato allora diverse opzioni: ci sono varie scuole in Italia, a Firenze, Roma e Milano ma alla fine nessuna di queste ha un’importanza a livello europeo. Allora punto in alto, ad una delle più prestigiose università europee: si trova a Newport ed è l’University of South Wales, in Galles. A gennaio faccio l’application online ma c’è una richiesta abbastanza esplicita. Entro la fine di agosto dovrò dimostrare di conoscere la lingua inglese e presentare un certificato di IELST livello 6. Cosa posso fare? Continuo a seguire dei corsi di inglese a Palermo ma per avere la possibilità di centrare l’obiettivo decido di seguire un corso intensivo in Inghilterra.

A giugno parto per Bristol e ci resto 5 settimane, il tempo necessario per immergermi, da solo questa volta, nella vita inglese. Vengo ospitato da una famiglia inglese e vivo da inglese fino al giorno dell’esame. Rientro in Italia a metà luglio con la paura di non aver passato l’esame. Ma dopo 3 settimane arriva l’esito: 6.5 in totale, ho passato l’esame, posso finalmente andare a Newport. Perché ho deciso di studiare in UK quando le tasse sono di 9000£ all’anno? Perché non ho continuato la specialistica a Londra? A parte il sogno nel cassetto di migliorare come fotografo e di intraprendere questa strada, quello che mi ha spinto ad andare in Galles è perché qui le tasse universitarie non le paghi tutte e non le paghi neanche subito. Qui esiste il loan (cioè un prestito erogato dal governo inglese che dovrai restituire) e il grant (cioè un prestito offerto dal governo gallese che NON dovrai restituire). Ma c’è di più: il loan lo restituirai una volta che, finito il tuo percorso di studi, trovi un lavoro e guadagni più di 18000£ all’anno. Mensilmente il governo inglese preleverà dal tuo conto 30£, fino a coprire l’intera somma prestata. Interessante, no?Giuseppe Iannello (3)


Quindi a settembre mi trasferisco in Galles. Non nascondo le prime difficoltà, soprattutto con la lingua. Non è facile nonostante i mesi trascorsi a studiare. Anche se la lingua è la stessa, il modo di parlare è un po’ diverso: è melodico, forse anche per colpa della seconda lingua che parlano qui, il Cymraeg, il gallese. Riesco ad adattarmi. I primi mesi tornavo a casa con un mal di testa infernale: sentir parlare 8 – 9 ore una lingua che non è la tua e, soprattutto, cercarla di capire e cercare pure di rispondere è un po’ stressante; almeno lo è stato per me. Ora procede molto meglio, grazie anche all’aiuto dei colleghi che fortunatamente non mi hanno mai snobbato. Ma non nego che devo ancora migliorare, e parecchio. L’università è come me l’aspettavo. Professori, o meglio tutor, preparatissimi. Non sono professori, sono fotografi e non hanno quell’aria spocchiosa o quell’atteggiamento di superiorità che ho sempre riscontrato nei professori italiani con cui ho avuto a che fare.

La nota negativa è la città, o meglio il paese. Newport è un paese morto. Il nulla. La domenica è una città fantasma. E’ un centro molto piccolo, pochi abitanti e un posto molto povero. Per questo molto spesso vado a Cardiff, Londra o Bristol; specialmente durante il weekend.

Proprio per questo motivo la mia città mi manca. Mi manca la famiglia, il mare, gli amici e il cibo. Mi manca l’idea di trovare un posto in città dove comprare del buon cibo da strada. Qui mangiano fish&chips, sandwich con condimenti improbabili. Non mi adatterò mai a questo tipo di cibo. Torno spesso. Torno ogni volta che c’è una lunga pausa universitaria che spesso coincidono con il natale e la pasqua. Ovviamente anche d’estate.

Alla luce di tutto questo non posso che consigliare a tutte le persone che sono indecise di provarci. Se hanno in mente di studiare all’estero questa nazione da la possibilità di credere nelle nostre potenzialità. Ti aiuta in tutti i modi. E non è vero che il popolo britannico è un popolo freddo. Almeno, in Galles non è così.

In questo momento non so se tornerò mai a vivere in Italia. Io sono sempre dell’idea che se riuscissi a trovare un lavoro stabile e sicuro a Palermo che mi permetta di guadagnare 1200-1300 euro al mese, io tornerei al volo. Però è solo fantasia. Dall’altro lato non ci vedrei niente di strano nel vedermi in giro per l’Europa oppure anche qui in Gran Bretagna. Non so ancora come andrà a finire. L’unica cosa certa è che starò qui almeno per altri 2 anni, fino al conseguimento della laurea.

 


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