Mi chiamo Larisa Korovkina ed ho 39 anni. Vivo e lavoro in Italia dal 2001 e sono mamma di due bambini. Il mio compagno – loro papà – è italiano.
Sono arrivata in Italia il 4 settembre 2001. Sono russa, la mia città natale è Voronezh. Si trova a circa 500 km a sud-ovest da Mosca. Voronezh è la città capoluogo di una grande regione.

Sono arrivata in Italia per lavorare. Non è stato difficile imparare l’italiano. Ho imparato la lingua con l’aiuto del mio compagno. Lui parlava solo italiano e io ero molto innamorata di lui e volevo sapere cosa mi diceva.

Secondo me per vivere in Italia è indispensabile parlare italiano, almeno che chi arriva non appartenga alla stessa classe sociale di William e Kate.
I problemi li ho superati tutti tranne l’ultimo: è successo da poco che il mio avvocato mi ha “venduto”, infatti non posso più impugnare il mio ingiusto licenziamento ad un industriale bergamasco.

L’Italia se non è abbastanza multiculturale adesso, lo sarà di sicuro in un futuro non molto lontano.

“Multiculturalismo” per me significa società più libera più equa, migliore in poche parole. Quei pochi italiani che rifiutano gli stranieri lo fanno per la paura del “diverso”, per tutte le questioni fondamentali che ha sollevato la crisi economica e la mancanza dei posti di lavoro, l’impoverimento, chissà quant’altro ancora si può fare per paura. In Russia esiste il multiculturalismo.

Nonostante abbia incontrato parecchi farabutti in Italia, continuo a ritenermi fortunata per esser riuscita a stabilirmi in questo Paese. Qualche volta mi è stato detto di andare al mio Paese. Ma era gente stanca e con i problemi, ho ricambiato con un vaffa, quindi eravamo pari. Non so esattamente se si tratta di razzismo.

Mi sorprende molto l’inventiva degli italiani, la ricerca continua della perfezione (che la globalizzazione ultimamente mette a dura prova) e lo spirito con il quale si affronta tante volte la vita.
Ho dovuto rinunciare agli amici, alla famiglia. Ma mi sento integrata nella società.

Il mio stile di vita è diventato più semplice, più riflessivo, più positivo e dell’Italia mi interessa tutto. Nonostante la lontananza, continuo a guardare la televisione russa, soprattutto i film e leggo molto i libri in russo.
figlio Larisa


Mio figlio più grande è invalido. La sua malattia è proprio il disturbo misto del linguaggio. E’ per questo che dal giorno della diagnosi abbiamo deciso di parlare solo italiano a casa per aiutarlo ad apprendere almeno una lingua nella vita. Per lo stesso motivo non ci possiamo muovere da qua, mio figlio in primis si troverebbe in difficoltà all’estero e quindi anche in Russia. Ogni tanto lui e il bambino più piccolo guardano i cartoni animati in russo e li incoraggiamo molto, ma purtroppo non lo parlano.

Io adoro il cibo italiano e a casa mia cuciniamo sia i piatti italiani che quelli russi.

Dell’Italia non sapevo granché, ero affascinata dagli attori del cinema italiano, nient’altro.
Non avrei mai immaginato di vivere in Italia e spero di tornare un giorno al mio Paese.
Italia è speciale per me per gli anni passati, per i due figli nati qua, per l’amore più grande della vita che ho incontrato in Italia, per il clima, 365 giorni di sole, cibo, cinema, gelato.
Del mio Paese, però, mi manca la gente.

Gli italiani sono bravissimi e abili venditori e fanatici cattolici.
Cosa trovo di strano qui? Tutte le stranezze hanno una spiegazione.


By Lorena

Ho fatto partire Multicoolty Italia.
Amo viaggiare ed adoro il cinema e i libri. Sono una ragazza solare e molto sportiva: in particolare gioco a calcio da una vita e sono una fanatica milanista. Mi piace scrivere e scattare fotografie!