Fino a qualche anno fa mai avrei pensato che iniziare a studiare lingue mi avrebbe portato a viaggiare per il mondo. E soprattutto non mi ci vedevo nemmeno a partire, lasciando il mio paese, la gente, le abitudini e tutto ciò che faceva parte della mia vita in Italia.

Mi presento: mi chiamo Fiorella, ho 25 anni e al momento vivo in Germania, a Gottinga. Negli ultimi quattro anni mi sono trasferita all’estero varie volte, ho vissuto in paesi diversi e fatto esperienze che la maggior parte dei miei compatrioti si stupisce sempre di sentirmi raccontare, forse perché le considera piuttosto insolite.

Tutto è iniziato quando durante la triennale ho deciso di partire per l’Erasmus: una scelta agevolata dai miei studi di lingue, ma certamente non scontata.

Non è stato semplice mollare tutto e trasferirsi la prima volta: tuttavia quei primi sei mesi nella capitale tedesca mi hanno lasciato più di quanto avessi mai potuto sperare.

Ho capito che il momento buono per prendere decisioni in grado di cambiare la nostra vita non arriva necessariamente quando siamo pronti per farlo: spesso semplicemente non ci si può preparare all’imprevedibile, bisogna avere fiducia di riuscire ad adattarsi a nuove situazioni, cercando di tirarne fuori il meglio per noi stessi.

Così è stato ogni volta in cui sono andata a vivere all’estero: avevo il pretesto (e la certezza) che attraverso un percorso seppur difficile, ma necessario, avrei potuto davvero ottimizzare le mie conoscenze linguistiche, punto focale dei miei studi. Così mi sono fatta coraggio e ho sempre cercato di adattarmi alle condizioni di vita e all’ambiente culturale del paese in cui mi trovavo, cosa che mi ha aiutato non solo ad entrare in sintonia con il modo di pensare della gente del luogo, ma anche a conoscere molto meglio me stessa e la mia cultura d’origine.

berlin Il momento più difficile che ho dovuto affrontare è stato il riuscire a fare le valigie e mettere piede in terra straniera: una volta fatto il primo passo però poi il resto è venuto da sé, in modo molto più spontaneo di quanto avrei potuto immaginare. Credo che l’idea di partire e lasciare le proprie sicurezze sia l’ostacolo più grande e la paura maggiore che attanaglia coloro che si augurano una vita diversa, ma non hanno ancora trovato lo stimolo per provare a darle una scossa, quale potrebbe ad esempio essere fare il salto oltre confine.

Quando mi trovo a vivere all’estero mi si chiede spesso se non mi manchino l’Italia, il cibo e i miei affetti: senz’altro, ma si impara a gestire la lontananza. Anzi, direi che questa aiuta a vedere i nostri rapporti e il modo di fare e di pensare che abbiamo in maniera nuova, ci permette di fare luce sulla nostra condizione di vita. Certamente rimpiango di non poter avere certe persone accanto a me tutto il tempo quando sono via. Ciò nonostante, ho trovato anche un modo per non lasciar passare troppi trascorsi senza che coloro a cui tengo riescano ad esserne in qualche modo partecipi.

Scrivo di viaggi per condividere ciò che vivo con chi non mi accompagna fisicamente, per far raccontare storie e abitudini di paesi a noi lontani (geograficamente, ma anche e soprattutto culturalmente) e per creare interesse e consapevolezza verso il “diverso”. Questo mi aiuta anche a far capire come mi trovo a vivere all’estero, a trasmettere un po’ del mio quotidiano anche a chi non ha mai vissuto in prima persona questa realtà.

Della città in cui sto vivendo, Gottinga, mi piace davvero molto il clima interculturale: si incontra gente di ogni parte del mondo, si scambiano opinioni, musica, ricette e si creano nuove occasioni per continuare a viaggiare, imparare nuove lingue e apprendere di più sul mondo che ci circonda.

Lentamente mi sto abituando a vivere in una realtà multiforme come questa, quindi, nonostante tutto ciò che significa per me, mi risulta pur sempre difficile rimettere radici in Italia. Sono convinta che nel nostro paese regni una mentalità tendenzialmente più conservatrice e meno aperta al cambiamento.

Al momento sto completando una specialistica qui in Germania, ma una volta ultimata ho intenzione di cercare un’occupazione che mi permetta quanto più di vivere all’estero, se non di viaggiare. Punto a raccogliere quante più esperienze possibili a contatto di culture diverse, pur sapendo che questa non si prospetta senz’altro come la strada più semplice che si possa intraprendere. Tuttavia sono fermamente convinta che sia un buon modo per continuare a mettersi alla prova e far sì che non ci si assopisca nel margine di una routine consolidata.Goettingen

“Quando sei a un bivio e trovi una strada che va in su e una che va in giù, piglia quella che va in su. È più facile andare in discesa, ma alla fine ti trovi in un buco. A salire c’è speranza. È difficile, è un altro modo di vedere le cose, è una sfida, ti tiene all’erta.” (Tiziano Terzani)

Un grosso augurio a tutti coloro che vorranno prendere la via più ardua: abbiate fiducia in voi stessi e siate gli artefici del vostro percorso!

 

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Intervista a Fiorella di  cronache di viaggi – nuova collaboratrice di Multicoolty Italia.

 


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