Mi chiamo Rabii, sono marocchino e vivo in Italia dal ’91; sono arrivato con mia mamma con un regolare visto temporaneo per portare avanti le pratiche legali del mio povero padre che è deceduto sul lavoro nel’90, era un muratore.  Quando siamo arrivati in Italia nessuno ci ha accolto, nemmeno le istituzioni che hanno erogato il visto, non hanno creato un programma di accoglienza nei nostri confronti. Anzi, per ben 8 mesi abbiamo vagabondato in giro con mia mamma, io avevo solamente 5 anni. Abbiamo dormito ovunque (stazioni ferroviarie, sotto i ponti, nelle case abbandonate): la mia pover mamma, con un bambino piccolo e con il freddo, non sapeva cosa fare e a chi chiedere. Dopo un po’ abbiamo trovato la casa di mio padre, ancora con l’affitto pagato e così mia madre ha trovato lavoro come lavapiatti ecc…

Comunque ne ho viste di cotte e di crude…gli italiani degli anni novanta non sono quelli di oggi: tanti dicono che dobbiamo ringraziare l’Italia se adesso… ma adesso cosa? La mia vita l’ho creata io, non gli italiani. Sì certo, ringrazio i vari italiani che ci hanno aiutato, e questo è palese. Se però ci rinfacciano sempre che grazie agli italiani… allora la cosa diventa un po’ pesante e discriminatoria.

Io penso che gli italiani hanno perso tanto del loro meglio, ma sono convinto che le nuove generazioni di italiani multietnici, daranno un grosso aiuto a questo Bel Paese, basta dare tempo e valorizzarli di più nel mondo sociale (più libertà di culto, più dialogo tra comunità, corsi di integrazione, corsi scolastici più adeguati, ecc…). Io vedo più figli di extracomunitari in università che negli anni precedenti, dunque le persone vogliono studiare ed essere qualcuno, ma lo Stato non li valorizza: chiunque frequenti l’università ha solamente il permesso di soggiorno, questo non è giusto.

Questi sono dei problemi che colpiscono i figli di emigrati, oltre a tutto il resto: ad esempio io ho cambiato circa 5 scuole tra elementari, medie e superiori; per motivi familiari. I primi giorni di scuola c’è una totale separazione, ma questo solo alle medie e superiori, mentre alle elementari eravamo tutti uniti. I primi giorni anzi le prime settimane ho trovato disprezzo, frasi volgari ecc… successivamente, per fortuna, coloro che mi disprezzavano hanno iniziato ad apprezzarmi e così mi capitava di andare a casa loro quasi sempre, a giocare insieme e a fare i compiti, in poche parole ci capivamo. Purtroppo ogni qualvolta ho creato un’amicizia forte ho dovuto lasciarla per trasferirmi e quando andavo in un ‘altra scuola con ragazzi diversi, ho dovuto ricominciare tutto da a capo, non è stato facile ma lo rifarei mille volte perché così ho avuto una vita piena di emozioni tutte diverse. Ho avuto amici di tutti i tipi: razzisti, leghisti, comunisti… Per questo sono convinto, l’amicizia non ha bandiera che la possa fermare.

Quando ho saputo della notizia della morte di mio padre, io giocavo con un mio amico lontano da casa, a ben 400 m circa (me lo ricorderò tutta la vita ), venne correndo verso di me mia zia piangendo, dicendomi che mio padre era morto; io da bambino non ho avuto una reazione, non provavo dolore. Quando di notte è venuta l’ambulanza con all’interno la bara di mio padre, invece, ho provato una sensazione di tristezza e abbandono, e ho cominciato a piangere.

Il giorno della partenza verso l’Italia, essendo piccolo, non sapevo dove saremmo andati, da chi e soprattutto perché… niente di niente! Quando siamo saliti sull’aereo (me lo ricordo benissimo), con la compagnia Alitalia, mia mamma mi ha messo la cintura e dopo qualche istante venne l’hostess con il pranzo, che era prosciutto cotto, e varie cose che non mi ricordo. Io vidi, con occhi di un bambino, quel tipo di carne di colore roseo e mi venne istantaneo mangiarla. Ma mia madre mi disse di non mangiarla poiché era haram, io mi misi a piangere pensando “ma dove stiamo andando”? Da quel momento ho perso la libertà che avevo prima nel mio Paese.

Per me l’Italia è la mia seconda patria, fa parte di me, come altrettanto il Marocco. Il multiculturalismo è bello perché ti valorizza, sei pieno di risposte che prima non avevi, sei più portato a combattere i problemi della vita con il sorriso, perchè io credo che bisogna sempre pensare che nella vita c’è sempre chi sta peggio di te. E’ la volontà di Allah/Dio e non puoi farci niente, ma Dio/Allah è grande, ho vissuto momenti brutti ma Hamdoulillah, Grazie a Dio, sto meglio di prima, ma potevo stare meglio anche altrove, non per l’accoglienza degli italiani, io devo ringraziare solo Dio/Allah, non gli italiani.

L’Italia è il miglior Paese occidentale ed ha un po’ di tutto: bella vita, dieta mediterranea, arte, storia, moda ecc.. E’ un Paese completo. Ma quando si sveglieranno gli italiani e inizieranno a valorizzare le loro buone cose? Chi governa l’Italia vuole solo riempire le proprie tasche negli anni di legislatura, e poi andare in pensione anticipata. Questo con un’Italia multiculturale non ci sarà per vari motivi. Con un’Italia multiculturale ci sarà meno corruzione e malavita. Ma deve essere una nazione multiculturale controllata come è adesso in Marocco: vivono insieme musulmani, cristiani, atei ed ebrei per un mondo migliore; in questo modo il Paese cresce, come in Marocco ogni anno del 5% in più, in Italia neanche l’1%. In Italia le tasse pagate dagli emigrati sono ben 10 miliardi di euro all’anno, se ci fosse un’integrazione controllata e valorizzata il risultato verrà raddoppiato per 3. Ma qualcuno pensa solo a riempire il proprio conto in banca.

Cibo italiano? Io amo i pizzoccheri, la polenta, le lasagne, pizza, pasta, tagliatelle, casoncelli alla veneziana ecc… tutti questi piatti li cucina deliziosamente mia madre. Lei nella maggior parte della sua vita ha cucinato, anche prima di venire in Italia. Ma anche in Marocco abbiamo dei piatti favolosi se vengono cucinati come si deve: cus-cus, vari Taji, varie tipologie di pollo, carne agnello alla griglia, e vari tipi di piatti con il pesce. Ma la cucina italiana è fantastica perchè è salutare e completa.

Degli italiani odio l’indifferenza e l’ipocrisia totale: può esserti amico da 20-30 anni, se ti vuole scaricare ci mette un attimo. Questo da noi non c’è, tante volte sono rimasto male per la poca trasparenza delle persone, questo purtroppo e dico purtroppo è la cosa più brutta del carattere italiano, l’ignoranza la si può curare le altre cose no, si possono curare solo con una mentalità aperta che la maggior parte degli italiani non hanno.

Per quanto riguarda l’integrazione, in primis conta la volontà perché purtroppo ci sono tanti emigrati che non vogliono integrarsi in questo Paese e commettono reati verso tutti, non solo gli italiani. Essi devono essere puniti severamente come in tutta Europa, così facendo è un passo avanti per valorizzare le nuove generazioni.

Purtroppo in Italia ci sono più anziani che giovani, e i mass media influiscono molto sul volere della popolazione: i giornali italiani sono controllati dalle fazioni politiche, purtroppo la fascia di età italiana crede a tutto, ma tutto ha un tempo e penso che in futuro, con internet, la gente possa essere più aperta insieme alle nuove generazioni. Se non ci sarà questo passaggio il Paese sarà vuoto e povero di cultura. Guardiamo solo la storia di Roma, essa era “multiculturalissima”: è stata creata con un po’ di tutto il mondo conosciuto.

Sono stato in Spagna per un modesto tempo, sono stato in Francia due volte e di recente in Germania, Belgio e Olanda; tutti questi Paesi sono validissimi, ma io preferisco mille volte l’Italia forse perchè l’amo così tanto senza accorgermi. Sì decisamente l’Italia è un Bel Paese in tutti i sensi, ma così com’è vengono vanificati tutti i sogni e i pensieri positivi, che hanno i figli di emigrati, nei confronti dell’Italia.


Di Lorena

Ho fatto partire Multicoolty Italia.
Amo viaggiare ed adoro il cinema e i libri. Sono una ragazza solare e molto sportiva: in particolare gioco a calcio da una vita e sono una fanatica milanista. Mi piace scrivere e scattare fotografie!