Il mio nome è Ali, ho 17 anni e vengo dall’Egitto. Ho lasciato il mio paese perché c’è miseria e la mia famiglia ha seri problemi economici, così ho deciso di venire in Italia in cerca di maggiori possibilità. La situazione economica della mia famiglia è molto problematica, infatti nonostante fossi bravo a scuola a 10 anni ho dovuto abbandonarla e ho iniziato a lavorare al mercato.

Mio padre ha avuto dei problemi di salute ed è rimasto a casa e quindi toccava a me provvedere per la mia famiglia, anche perché sono il figlio maggiore; ho 2 sorelle e un fratello più piccolo. Nel 2013 mi sono trasferito in Libia per un anno per lavorare come muratore, ma lì la situazione è pericolosa cosi quando sono tornato in Egitto ho iniziato seriamente a pensare di venire in Italia.

Il 5 agosto ho toccato le coste italiane, calabresi, dopo un viaggio di 10 giorni circa, con un barcone piccolo ma che portava 500 persone tra uomini, donne e bambini. Del viaggio ho ricordi pessimi che ancora non riesco a dimenticare, tanto che i primi giorni in comunità sono stato malissimo fisicamente e psicologicamente.

Ho pagato 3.000 € circa e in viaggio ho perso tutto perché abbiamo iniziato ad imbarcare acqua e sono finito in mare e lì ho perso vestiti, scarpe e documenti.

Quando sono arrivato a Caltanissetta, in comunità “G.Guttilla” che accoglie minori stranieri non accompagnati, mi sono sentito a casa perché ero solo e tutti si prendevano cura di me, ma io ricordo solo che avevo un gran mal di mare e che avevo solo bisogno di dormire e riposarmi.

Dopo qualche giorno ho iniziato ad interagire con tutti e ho subito cominciato ad imparare l’italiano con gli operatori della comunità e da settembre frequento i corsi di alfabetizzazione presso la scuola San Giusto di Caltanissetta. La lingua  italiana mi piace tantissimo e penso di essere migliorato tanto che sono diventato un punto di riferimento per i miei connazionali e spesso mi diverte insegnare italiano ai nuovi ragazzi arrivati.

Questa terra mi piace moltissimo, soprattutto voi italiani, che dimostrate sempre grande affetto e disponibilità; io sono scappato dal mio paese, non solo per ragioni economiche, perché lì la gente pensa solo al lavoro e ai soldi e non sono buone come lo siete voi. Loro sono sempre arrabbiati, mentre voi in Europa siete sorridenti e positivi.

Io penso di restare in Italia per diversi anni, al momento ho un permesso di soggiorno per minore età ma quando compirò 18 anni andrò alla ricerca di un vero lavoro.

In comunità sto bene e sono contento di condividere questo percorso con persone provenienti da paesi e realtà diverse come Pakistan, Bangladesh, Tunisia.

Io sono di religione musulmana, come la maggior parte dei mie connazionali e continuo a professare la mia fede qui; sono veramente tanto dispiaciuto per i fatti avvenuti a Parigi e non credo che loro siano veri fedeli, perché Allah dice di non uccidere e di non fare del male, mentre loro lo fanno e sicuramente hanno altre motivazioni ed obiettivi.

Io vado in moschea e prego anche per loro. Noi amiamo gli altri e ci sentiamo tutti fratelli, così come voi cattolici.

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Intervista di Luana Raimondi nella comunità “G. Guttilla” di Casa Famiglia Rosetta in Caltanissetta (Sicilia)


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