Cos’è per te la discriminazione?

E’ quando qualcuno ti reputa “diverso” da lui, è per questo ti giudica in modo negativo. Sul suo giudizio pesano i pregiudizi e opinioni viziate. E’ l’ignoranza, il non sapere e quindi avere paura. Ma quello che è peggio, è il rifiutarsi di tentare o almeno di conoscere, di capire.

Cosa di questi tempi, crea la discriminazione?

I politici, o almeno certa politica. Sembra che tutti gli immigrati siano ladri ed assassini. Qualcuno lo è, sicuramente. E va preso e incarcerato. Ma questo è normale. Deve essere fatto, sempre. La legge è uguale per tutti. Quando sento la frase: “l’immigrato è mio fratello, ma deve integrarsi altrimenti torni al suo paese”, vorrei ricordare che noi italiani, popolo di grande immigrazione, in ogni angolo del mondo abbiamo portato le nostre tradizioni, la nostra cultura. Già da una regione all’altra noi mal ci adattiamo. Ma perché gli altri devono buttare via la loro vita precedente, ciò che sono, i loro usi e costumi? Integrarsi con il tessuto sociale non può voler dire annullarsi come persone, assumendo un altra identità… Non dovrebbe bastare il vivere civile e il rispetto reciproco? Perché se non si fa come vogliono loro, tirano sempre fuori la solita frase: “se non vi va bene, tornatevene a casa vostra?” Caro politico, gonfio di pregiudizi, forse non lo sai, ma molti ai quali tu rivolgi questa frase sono italiani come te. E che ti piaccia o meno sono “a casa loro”. Sono uomini e donne, sposati con immigrati ed hanno figli nati da queste unioni. E sono parecchi. Più di quello che pensi. Quei bambini non dovrebbero mai sentire l’ombra del razzismo su di loro. Né sentirsi diversi. O strani. Caro politico dalla mente chiusa non potrai vivere per sempre in una scatola chiusa. In un mondo ristretto da pareti fatti di ideali lontani anni luce dalla vita attuale. La realtà ora è questa. Impara che la vita è mescolanza di idee, intreccio di sangue. Di culture. Le generazioni future, non saranno mai più di origine “Dop”, ma saranno nuove donne e nuovi uomini. Con la mente libera da idee inquinanti, proprio grazie alla loro diversità. Povero politico…mi dispiace per te….dove andrai a vivere. Forse nell’isola che non c’è!


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