Mi chiamo Jill Pennington, ho 47 anni e sono una ‘Britalian’, proveniente dall’Inghilterra, vivo in Italia da 11 anni. Io e mio marito volevamo che i nostri figli vivessero una realtà diversa e conoscessero una seconda lingua. E naturalmente eravamo presi dal tempo e dal vino.

Cosa aspettavi di trovare in Italia?

Volevo una vita più sana, volevo costruire un orto e trascorrere più tempo all’aperto. In Inghilterra questo non è facile dato che piove 8 mesi all’anno. Sì, la vita che desideravo mi è stata data.

orto


Ti sei integrata facilmente?

Le persone del nostro paesino sono stati accoglienti fin dall’inizio, ci hanno aiutato in moltissimi modi. I bimbi hanno imparato la lingua molto velocemente, ma per me è sempre stato difficile. La grammatica è un incubo. Detto questo, miglioro tutti i giorni.

Hai mai avuto esperienza di razzismo o discriminazione?

No mai. Anche se alcuni negozi sono diventati più cari, una volta che hanno scoperto che eravamo inglesi.

Ci racconti qualche momento imbarazzante che ti è successo? 

Allora sì, quando una volpe aveva mangiato 6 delle mie galline, sono entrata in un bar e ho chiesto ad un gruppo di cacciatori se potessero venire a casa mia con una pistola, chiaramente ho sbagliato la pronuncia e si sono alquanto divertiti.

Credi che l’Italia sia un Paese multiculturale?

Sì e no, mentre accettano volentieri gli stranieri non accettano il cibo straniero, sono molto protettivi dei loro menu e non sono aperti a provare cose nuove.

Perché tanti italiani fanno fatica ad accettare gli stranieri?

Come in tutti i Paesi, sei ben accettato solo se riesci a mantenerti economicamente.

Pensi mai di ritornare un giorno?

Mai. Amo l’Italia. E’ la mia casa.

 


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