Tutto comincia con l’università…

Ho conosciuto Haochen mentre entrambe frequentavamo l’università durante la triennale. E’ stata la prima studentessa che incontrai ad essersi trasferita da così lontano per seguire un intero percorso di studi all’estero, per giunta in beni culturali!

“Vengo dalla Cina” – mi ha detto – ”la mia citta’ si chiama Qingdao: ti piacerebbe, è vicino al mare ma circondata dalle montagne”. Ora è Italia già da 6 anni e continua il suo percorso universitario: “Quanto tempo!!!”.

Quando le chiedo come mai si sia trasferita mi dice che esistono programmi di studio come il “Marco Polo”, che aiutano gli studenti cinesi ad iniziare un percorso universitario in Italia, cercando di affiancarli anche dal punto di vista della preparazione linguistica.

L’Italia per me rimane un paese romantico: prima di venire qui ne avevo letto sui libri e mi aveva affascinato. Ma non c’è solo questo, l’Italia in realtà è anche ricca di storia e di cultura, proprio come la Cina.

L’ambiente linguistico è fondamentale per imparare una lingua

Haochen pare non aver avuto grossi problemi a trasferirsi ed inserirsi nell’ambiente culturale di questo paese: “Prima di venire in Italia ho studiato italiano per quasi quattro mesi a Pechino, anche se alla fine quando sono arrivata in Italia ancora non sapevo parlarlo. Questo perché in quel momento non mi trovavo nell’ambiente linguistico adatto e non potuto fare pratica. L’italiano e’ una bella lingua, ma e’ difficile, perché ci sono molte differenze con il cinese. Quando parlo devo pensare all’ordine delle parole nella frase, ai tempi e alle coniugazioni verbali… pian piano si impara, ma ci vuole il suo tempo”.

Durante il suo corso di italiano in Cina l’insegnante, oltre che dare lezioni di lingua, parlava anche un po’ di come fosse l’Italia, per capire come si vive e si studia qui.

“Abbiamo studiato la grammatica di base per iniziare. Ma sono arrivata che purtroppo non conoscevo ancora la lingua della vita di tutti i giorni, quella con cui puoi parlare con gli italiani, come sul treno, al supermercato, e così via. Perché per noi si trattava comunque di un paese sconosciuto, era per evitare quella sensazione di paura che si ha di solito quando si va incontro all’ignoto… quindi l’insegnate ci parlava un po’ di altri aspetti anche oltre la lingua in Italia.

Alla mia domanda se abbia incontrato dei problemi di integrazione quando è arrivata in Italia, mi dice della lentezza di certa burocrazia. Ma detto questo niente brutte esperienze per lei.

Cambiare ambiente non significa dover per forza rinunciare a qualcosa

Haochen sembra trovarsi piuttosto a suo agio a vivere in Italia. Il suo stile di vita è sì cambiato da quando si è trasferita, ma questo non ha necessariamente portato con sé delle mancanze, se non forse la lontananza dei familiari.

Come straniera penso di essermi adattata bene in Italia: mi piace mangiare i cibi tipici italiani (come i formaggi ad esempio, in Cina non sono così tipici).

“Ho amici italiani, quindi sono riuscita ad integrarmi bene nel paese. Non c’è stato qualcosa a cui ho dovuto per forza rinunciare. L’unica pecca è la lontananza della famiglia: spesso mi mancano i miei genitori!”.

Un paese in cui viaggiare

“In Italia ci sono molti posti famosi in tutto il mondo. Ho viaggiato parecchio durante la mia permanenza: sono stata a Venezia, Firenze, Pisa, Milano, Como, Torino, Roma, Perugia, Siena e non solo. Mi sono piaciute molto, soprattutto Venezia e Firenze!

L’Italia e’ un bel paese in cui viaggiare, ci sono molti posti bellissimi e anche gli Italiani sono gentili. I luoghi che ho visitato li conoscevo tramite internet e i racconti di gente che ci era stata”.

Progetti futuri

“Ho iniziato l’università in Italia con la triennale e ora sto facendo i corsi della magistrale. Il mio obiettivo è quello di ottenere esperienze internazionali: dopo lo studio penso di cercare un lavoro qui e poi dovrei tornare in Cina.”

Un grosso in bocca al lupo Haochen!!!


Reprinted with the permission of Fiorella from cronache di viaggi.


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